L’ex sindaco di Milano Carlo Tognoli è morto oggi all’età di 82 anni. Tognoli, socialista, è stato primo cittadino a Palazzo Marino dal 1976 al 1986. A darne notizia è stato l’attuale sindaco meneghino, Giuseppe Sala, su Twitter. “Milano piange la scomparsa di Carlo Tognoli, un grande sindaco della nostra città, un uomo politico concreto e aperto alle riforme. Un milanese vero. Per me un maestro e un amico sincero. Mi unisco al dolore della famiglia”, scrive Sala.

Tognoli è stato il più giovane sindaco di Milano nella storia della città, ma anche ministro per le Aree urbane nei governi Goria (1987-1988) e De Mita (1988-1989), per il Turismo nell’Andreotti VI (1989-1991) e nell’Andreotti VII (1991-1992).

Tognoli attraversò come sindaco la fine del periodo degli anni di piombo e la rinascita di Milano, in un periodo in cui divenne sempre più la capitale economica d’Italia. Sotto la sua guida a Milano iniziò anche lo sviluppo della linea 3 della metropolitana, quella gialla, oltre al prolungamento di quella verde e rossa.

A novembre Tognoli era stato colpito dal Covid-19 mentre si trovava ricoverato all’ospedale Gaetano Pini per la frattura del femore. Dopo l’esperienza da sindaco per dieci anni, Tognoli era stato anche europarlamentare e poi deputato.

A ricordare Tognoli anche la senatrice di Forza Italia Stefania Craxi, che lo definisce “un grande uomo, una personalità di primo piano della storia politica, italiana e milanese, e del socialismo”. “Tutti lo ricordano per essere stato uno dei grandi sindaci della Milano riformista – continua la figlia di Bettino – ma l’impegno politico di Carlo, una vita al servizio della sua amata città, lo ha portato a ricoprire ruoli di primo piano nella vita politica ed istituzionale nazionale. Lungimirante Ministro per i problemi delle Aree Urbane, parlamentare di punta del PSI, è stato dirigente di spicco di quel ‘nuovo corso’ a cui contribuì da protagonista, tanto sul piano pratico che delle idee”.

Anche Tognoli, come gran parte del Partito socialista milanese, fu coinvolto in Tangentopoli: nel maggio del 1992 ricevette un avviso di garanzia assieme al suo collega di partito (e successore al Comune di Milano) Paolo Pillitteri: l’accusa era di ricettazione per 300 milioni di lire che sarebbero finiti al partito.

Ma il processo sulle tangenti Atm finì con l’assoluzione, stroncandone però la carriera politica.

 

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia