Soddisfazione a metà per il prolungamento fino alle 2 di notte della chiusura dei bar e la possibilità dell’attività di musica (solo all’interno dei locali) e di intrattenimento senza ballo. E’ quanto emerge da una nota dei baretti di Chiaia che replicano alla nuova ordinanza annunciata oggi dal governatore della Campania Vincenzo De Luca.

“Sicuramente l’estensione alle due dell’orario di apertura è una gradita notizia, resta però il limite imposto all’asporto che danneggia specialmente i locali più piccoli e come abbiamo già detto altre volte, non garantisce una ripresa a tutti gli effetti delle nostre attività” commentano i gestori dei locali.

“Ascoltiamo spesso  – aggiungono – il presidente De Luca parlare di ragazzi minorenni in coma etilico nel periodo pre-Covid, come se questo fosse il dato su cui basarsi per limitare l’orario dell’asporto ed il consumo nei luoghi pubblici, non ci trova assolutamente d’accordo. Il problema dell’abuso di alcol da parte dei minori va senz’altro risolto, ma non è questo il modo. I nostri locali lavorano nel pieno rispetto delle regole, dunque, non somministrano alcolici ai minori e a chi è già in evidente stato d’ebrezza. Per un’azione efficace in questo senso serve come prima cosa un maggior controllo e coinvolgimento dei genitori di questi ragazzi e di tutti coloro che hanno il compito di educarli (scuole, Istituzioni etc…) e laddove ci siano locali che non rispettano le norme, ne condividiamo la lotta, un comportamento del genere non fa parte né della nostra condotta né del codice etico che ci siamo dati come Associazione”.

“Limitando l’asporto alle 22, a parer nostro, non solo non si riducono i rischi di assembramento, ma non è la soluzione al problema dell’abuso di alcol da parte dei minori. In questo modo si sta penalizzando un’intera categoria che lavora onestamente e vorrebbe riprendere a farlo dopo mesi di chiusura. Non è di certo limitando l’asporto alle 22 che si evitano condotte degenerate dei minori, che già prima del Covid, non potendo servirsi in locali come i nostri, poiché lo ripetiamo non lo permettiamo, si organizzavano e tutt’ora si organizzano in innumerevoli modi per fare ciò che li pare”.