Registrare zero contagi dopo tre mesi è “un risultato straordinario dal punto di vista simbolico che ci dà coraggio e fiducia ma non dobbiamo rilassarci”. Così il governatore Vincenzo De Luca nella consueta diretta Facebook del venerdì. “La cosa più importante è che non abbiamo più nessun focolaio in Campania – prosegue – questo significa che abbiamo fatto un lavoro importante e voglio ringraziare i nostri cittadini per aver rispettato le regole e averci dato fiducia”.

“Abbiamo avuto il coraggio di chiudere 15 giorni prima, quando in altre parti d’Italia si facevano feste e brindisi all’aperto – aggiunge -. Oggi camminiamo davvero a testa alta come Regione Campania, e siamo la Regione che ha dato la prova più alta di efficienza amministrativa. Abbiamo fatto un miracolo”.

USO MASCHERINE – “Verificheremo nelle prossime settimane l’uso delle mascherine, che resterà obbligatorio all’interno dei locali. La nostra ordinanza che obbliga a portare i dispositivi scade a metà giugno, vedremo quali decisioni prendere per la nostra tranquillità”.

MOVIDA – “Oggi sara’ pubblicata sul Burc una nuova ordinanza: da questa sera possono ripartire le attività dei cinema all’aperto e per i bar sarà possibile l’attività di musica e di intrattenimento senza ballo. Non è consentita la collocazione di amplificatori fuori ai locali per evitare assembramenti. Prolunghiamo l’orario di apertura dei bar fino alle 2 di notte nei fine settimana, ma manteniamo il divieto di vendita di alcolici da asporto fino alle 10 di sera”.

LE ALTRE APERTURE – “L’arrivo sulle isole sara’ libero – ha aggiunto – e si possono iniziare a prenotare convegni”. De Luca ha annunciato poi che da lunedi’ “riaprono le aree gioco per bambini, i servizi per l’infanzia e l’adolescenza, i campi estivi per i bambini. Anticipiamo di una settimana l’attivita’ di wedding”.

ZERO POLEMICHE – “Nel corso di questi due mesi non ci avete sentito fare polemiche con nessuno, tranne nei confronti di quelli che non ci mandavano mascherine o tamponi o nei confronti del Governo sui soldi che ci deve dare. Questo per due ragioni. La prima: quando ci sono problemi drammatici non abbiamo tempo da perdere, dobbiamo puntare ai risultati e non alle polemiche. La seconda è per non fare pubblicità a soggetti che mirano solo a quello”.

IL CASO REPORT –  “Non perderemo tempo con i protagonisti delle campagne di aggressione mediatica. In due mesi e mezzo abbiamo fatto 6 querele per diffamazione ma non ne parliamo per non fare pubblicità gratuita a qualcuno”. Poi l’attacco, senza però citarlo, a Report dopo l’inchiesta sulla sanità campana conclusa con l’annuncio-fake (poi rettificato nei giorni successivi) sullo scioglimento dell’Asl Napoli 1 Centro per infiltrazioni di camorra.  “Lunedì scorso abbiamo visto questa trasmissionaccia (si riferisce a Report, ndr) per cui faremo una doppia querela sia civile che penale in relazione a una vergognosa campagna su una rete della televisione pubblica con dei falsi vergognosi e clamorosi. In ogni Paese civile del mondo – ha aggiunto – un sedicente giornalista che da’ una notizia clamorosamente falsa verrebbe licenziato dopo 5 minuti. In Italia, invece, viviamo in un contesto da circo equestre, dove si confonde il giornalismo d’inchiesta con la violenza privata o la cafoneria”.

ASL SIMBOLO TRASPARENZA –  “L’Asl Napoli 1 sarà una bandiera, un simbolo di quello che è in Italia la trasparenza amministrativa nostra e anche un simbolo dell’irresponsabilità e dell’ignavia di altri”. De Luca ripercorre poi i 10 anni di commissariamento: “Altro che commissione d’accesso, faremo una radiografia di quanto successo negli ultimi anni. I commissari di governo non avevano né visto né sentito niente: la battaglia per buttare fuori i delinquenti l’abbiamo fatta noi e non il ministero dell’Interno” spiega facendo riferimento al parcheggio e al bar abusivo liberati nel 2019 dall’allora commissario straordinario e oggi direttore generale Ciro Verdoliva. De Luca ha anche ricordato di aver chiesto “un posto di polizia dentro all’ospedale San Giovanni Bosco. L’allora ministro dell’Interno, tale Salvini, non ci ha risposto”.

LAVORO A 2500 GIOVANI – “Tra la fine di giugno e l’inizio di luglio 2.500 giovani che hanno partecipato al concorsone iniziano a lavorare in 240 Comuni della Campania e nelle corti d’appello di Napoli e Salerno. Stiamo facendo delle verifiche – ha aggiunto – per capire se c’è la possibilità di avere un distacco per chi ha già un lavoro e perché riteniamo che i selezionati debbano essere inviati comunque a lavorare anche se non c’erano posti a sufficienza”. Il presidente della giunta regionale ha poi detto che “entro fine anno ci sara’ un altro concorso fino ad arrivare a 10mila posti di lavoro per ragazzi e ragazze della Campania”.