“Abbiamo aperto le terapie intensive perché eravamo arrivati al punto che avevamo solo 20 posti disponibili e adesso aprono addirittura una polemica, dicono che non ci sono malati nelle terapie intensive. Li andiamo a prendere in Cina per occupare i posti. Ma si può essere così imbecilli. Si è aperta un’indagine, incredibile”. Così il governatore della Campania Vincenzo De Luca risponde alle polemiche dei media dei giorni scorsi sui pochi pazienti presenti negli ospedali modulari, costruiti in tempi record per fronteggiare una emergenza che, per fortuna, non è esplosa al Sud.

“Provate a immaginare – spiega De Luca  nel corso di un intervento a Castellabate (Salerno) dove è stata aperta, in maniera simbolica, l’attività economica dell’estate in Campania – se Codogno anziché in Lombardia si fosse trovato in Campania che sarebbe successo in Italia. Ci avrebbero tappato la bocca per altri 30 anni. Oggi gli ospedali più sicuri  – e lo dico ai nostri concittadini – sono in Campania, non al nord. Quindi evitate di andare in giro per l’Italia, non serve a niente”.

RISARCIMENTI RECORD – “Abbiamo poveri uomini che offendono la dignità del Sud e della regione Campania. Abbiamo servizi giornalistici, qualche servizio televisivo recente. Non vi preoccupate, sono tutte querele per diffamazione che partono. Stiamo maturando un patrimonio per i risarcimenti che avremo quando sarà. Ma non vi fate distrarre, io sono abituato a queste porcherie di aggressioni mediatiche che vanno avanti da 30 anni”.

CAMPANIA SALVA IN ANTICIPO – “Abbiamo preso decisioni difficili prima di altre regioni. Mentre lì si brindava in piazza, si facevano manifestazioni in allegria, noi ci siamo salvati perché abbiamo chiuso la Campania 15 giorni prima degli altri”

SCREENING PER SANITARI E SCUOLE – “Stiamo preparando due campagne di screening: una per il personale sanitario dove ad oggi abbiamo fatto i tamponi a 50mila dipendenti, rendendola la più sicura d’Italia. L’altra campagna riguarda invece il mondo delle scuole. Tra fine agosto a inizio settembre dovremo fare almeno 110mila controlli tra docenti e personale”.