La riapertura di Vito Crimi e del Movimento 5 Stelle a Italia Viva durante le consultazioni al Quirinale col presidente Sergio Mattarella spacca i pentastellati. Parole chiarissime quelle del reggente politico dei grillini che, di fronte allo stallo provocato dai vecchi veti grillini su Renzi, ha compiuto una clamorosa marcia indietro auspicando “un governo politico che parta dalle forze della maggioranza dell’ultimo anno e mezzo ma con un patto di legislatura chiaro davanti a cittadini e con lealtà”.

La riapertura a Renzi nella maggioranza con Partito Democratico e Leu non è andata giù all’area più oltranzista del Movimento, rappresentata dalla senatrice pugliese Barbara Lezzi e da Alessandro Di Battista, il “Che Guevara di Roma Nord”, come lo definisce Dagospia.

Su Facebook ‘Dibba’ spara a zero sullo scendere a patti col “nemico” Matteo Renzi. “Prendo atto che oggi la linea è cambiata. Io non ho cambiato opinione. Tornare a sedersi con Renzi significa commettere un grande errore politico e direi storico. Significa rimettersi nelle mani di un “accoltellatore” professionista che, sentendosi addirittura più potente di prima, aumenterà il numero di coltellate. Ed ogni coltellata sarà un veto, un ostacolo al programma del Movimento e un tentativo di indirizzare i fondi del recovery verso le lobbies che da sempre rappresenta. L’ho sempre pensato e lo penso anche adesso. Se il Movimento dovesse tornare alla linea precedente io ci sono. Altrimenti arrivederci e grazie”, è l’ultimatum che lancia l’ex deputato.

Stessa reazione arriva anche da Nicola Morra, senatore M5S e presidente della Commissione Antimafia. “Se ci trasformiamo in dorotei ne prenderò atto e tornerò a casa. Io sono in una casa politica per fare la ‘guerra’ per il cambiamento: se il cambiamento questa casa politica non lo vuole più fare ne prenderò atto e non escludo le dimissioni”. Ha detto all’Adnkronos. “Leggo che siamo più dorotei dei dorotei. Io no”, rincara poi su Facebook.

A pochi minuti dalle dichiarazioni di Crimi al Quirinale mette le mani avanti anche la Lezzi, che chiede un voto sulla piattaforma Rousseau per far decidere gli iscritti al Movimento. “Quello annunciato è un repentino cambio di linea —ha spiegato in un post su Facebook —, i due governo formati dal 2018 hanno visto centrale il voto dei nostri iscritti. E anche in questo caso è necessario”.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia