La Regione Campania dalla settimana scorsa ha autorizzato i laboratori privati alla realizzazione dei tamponi per il coronavirus. I centri sono oltre 40. E tutti si sono organizzati per creare un sistema di prenotazione. Ciò nonostante, proprio all’esterno di questi laboratori, continuano a formarsi delle lunghe code. Soprattutto per via di chi non ha prenotato, e si mette comunque in coda.

Lo racconta Marco Varelli, titolare dell’omonima struttura, a La Repubblica Napoli, confermando come le richieste di sottoporsi al test sono aumentate vertiginosamente rispetto a una settimana fa. La Campania è stabilmente, da settimane, tra le regioni che fanno registrare più contagi. Il bollettino di ieri riportava 662 nuovi positivi, 7.405 tamponi, nessun deceduto. Peggio della Campania, soltanto la Lombardia, anche se con quasi 14mila tamponi e 696 nuovi contagi.

“Per evitare ressa abbiamo istituito un protocollo di prenotazioni e percorsi dedicati – spiega Varelli – i pazienti ‘tamponandi’ che vengono in sede sono separati fisicamente dal personale tecnico-infermieristico. Certo, chi si prenota oggi, riesce a ottenere il tampone in due o tre giorni. Ne registriamo un centinaio solo la mattina, mentre altri cento il pomeriggio su commissione delle aziende. Questa è la routine di pazienti che afferiscono con le loro gambe, per quelli sintomatici con febbre e tosse funziona il prelievo domiciliare, circa 65 euro, tutto attraverso mail e call center”.

La situazione epidemiologica propriamente detta preoccupa. È allarmante per il presidente di Federlab Campania, Gennaro Lamberti, il numero di positivi che emerge con i test: “Temo che la situazione possa sfuggire di mano – ha commentato allo stesso quotidiano – Siamo al nove per cento di positivi, un altissimo indice. Ho saputo, ad esempio, che su 150 tamponi processati, c’è stato qualche collega che ne ha rilevati 70 di positivi. E proprio perché il virus dilaga sto raccomandando a tutti di fare i tamponi solo su appuntamento”.