Il Governo prenderà provvedimenti per evitare che le feste del periodo natalizio portino ad un ulteriore aumento dei contagi. Ad annunciarlo è stata, in una intervista a La Stampa, la sottosegretaria del ministero della Salute Sandra Zampa. “Ci sarà un provvedimento che riguarderà Natale: si deve dire che non deve essere un Natale solitario, ma che le famiglie possono riunirsi nel nucleo ristretto, parenti di primo grado, fratelli e sorelle. La gran parte delle restrizioni attuali è bene che restino, magari con un allentamento del rigore per alcuni esercizi”, ha detto l’ex portavoce di Romano Prodi.

“Questa epidemia – ha aggiunto Zampa – va affrontata con una grande razionalità, che misuri l’impatto delle azioni messe in atto. Ma siamo tutti consapevoli che se il trend non muta, nessun servizio sanitario al mondo potrebbe reggere. Se tutto si rivelasse inefficace, nessuno attenderà fino all’ultimo. Bisogna combattere con un elemento fondamentale che è il tempo e nessuno farà tardi, tanto meno il ministro Speranza“.

Il tema del Natale e della gestione delle festività natalizie è ormai da giorni al centro del dibattito politico. Se da una parte è infatti un periodo fondamentale per diverse attività commerciali, dall’altra le feste, i pranzi e le cene con amici e parenti sono tra le circostanze migliori per favorire la diffusione del Coronavirus.

Di Natale e festività aveva parlato nei giorni scorsi anche il premier Giuseppe Conte, spiegando di “non immaginare feste natalizie con baci e abbracci, cenoni e tombolate”. Le ulteriori misure restrittive previste dall’ultimo Dpcm per Conte servivano proprio “ad affrontare le settimane che verranno con un margine di serenità”.

GLI EFFETTI ECONOMICI SUL NATALE – Oltre al rischio sanitario, quello che preoccupa per il periodo di Natale è quelle economico. Secondo l’Ufficio studi Confcommercio ci sono 30 miliardi di euro di consumi aggiuntivi a dicembre da salvare. Nell’ipotesi di festività natalizie passate al chiuso, le tredicesime e i consumi che solitamente ‘esplodono’ nel periodo resterebbero al palo, quando nell’ultime mese dell’anno la spesa complessiva per consumi vale attorno ai 110 miliardi di euro su un totale annuo di 900 miliardi.