Inizia oggi la resa dei conti per Benjamin Netanyahu. Dopo tre anni di indagini il premier israeliano, che soltanto la scorsa settimana è riuscito a raggiungere un accordo con l’ex rivale Benny Gantz per formare un governo di coalizione, reduce da tre campagne elettorali nell’ultimo anno e mezzo. ‘Bibi’ affronta da oggi infatti il processo per corruzione, abuso di fiducia e frode.

Netanyahu è coinvolto in tre distinte inchieste ed è la prima volta nella storia dello Stato ebraico che un capo di governo in carica debba difendersi in un’aula di tribunale.

L’accusa più grave vede il leader del Likud accusato di corruzione per aver favorito l’azionista di maggioranza della più grande società di telecomunicazioni di Israele, Bezeq, in cambio di una copertura mediatica favorevole su Walla news, un popolare sito di news israeliano legato a Bezeq. La seconda inchiesta sul premier riguarda i regali (per un valore di circa 200mila euro) ricevuti assieme alla moglie da un produttore di Hollywood e da un miliardario australiano in cambio di agevolazioni. La terza e ultima indagine si concentra invece sul presunto accordo tra Netanyahu e il proprietario del quotidiano Yedioth Ahronoth per indebolire un giornale rivale, in cambio di un trattamento più favorevole del governo nei confronti di Yedioth Ahronoth.

Netanyahu arrivando in tribunale, che si trova uno dei quartieri di Gerusalemme Est, ha definito le accuse nei suoi confronti “inverosimili” che “costituiscono un tentativo di golpe”. Il leader del centrodestra israeliano ha sottolineato di presentarsi in aula “a testa alta” e che continuerà “a combattere, non consentirò loro di abbattermi”.

L’opposizione ha chiesto a gran voce invece le sue dimissioni, sollevando anche la questione sulla possibilità per Netanyahu di poter guidare un governo nonostante l’incriminazione. Una questione arrivata fino alla Corte Suprema, che ha dato via libera al premier per “non aver trovato basi legali per impedirglielo”.

L’opposizione si è scagliata anche contro Benny Gantz, leader di Blu e Bianco, che durante la campagna elettorale aveva accusato Netanyahu per il processo, salvo poi firmare l’accordo di governo che prevede la premiership a rotazione, con il leader del Likud che assumerà l’incarico per i primi 18 mesi prima di lasciare il posto a Gantz.