Niente cortei: solo sit in, e lontano dai centri storici. Questa è una delle disposizioni che il ministero dell’Interno detta a prefetti e questori sulle manifestazioni No Vax e No Green Pass che da settimane paralizzano centri storici e città, causando anche scontri e tensioni. La stretta, come riporta Il Corriere della Sera, è ritenuta indispensabile per “garantire i diritti di chi dissente proteggendo però le attività economiche e la salute dei cittadini”. La nuova linea sulla scia delle disposizioni messe in atto per la sicurezza del G20 di Roma.

In quel caso infatti il dispositivo messo in piedi dalla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese e il capo della polizia Lamberto Giannini ha evitato ogni rischio: a differenza di quanto successo con le manifestazioni No Vax e No Green Pass dello scorso 8 ottobre nella Capitale, quando le forze dell’ordine furono colte totalmente impreparate – nonostante i proclami lanciati da Piazza del Popolo – e vennero assaltate la sede della CGIL e le strade del centro di Roma. E allora è cambiata la musica: l’obiettivo è quello di tenere i manifestanti lontani dai luoghi degli incontri (come nel caso del G20 di Roma) e da aree della città affollate e dalle strade dello shopping.

La Confcommercio ha infatti lanciato una petizione contro le manifestazioni del weekend nel centro delle città. “Solo il sabato – ha detto il presidente Carlo Sangalli a Il Corriere – per il settore del commercio e della ristorazione, vale oltre il 25% del fatturato settimanale, quindi è ben chiaro il danno provocato mentre paghiamo ancora le conseguenze della pandemia e rischiamo un’ulteriore impennata”. La stretta prevede inoltre ai manifestanti l’obbligo di mascherina all’aperto – difficile da far rispettare considerando parte dei gruppi di manifestanti scettici ad accettare  anche la pandemia stessa oltre che le restrizioni.

A Trieste, esempio più chiaro della situazione, in vista dell’estensione del Green Pass a lavoratori pubblici e privati prevista dal governo per lo scorso 15 ottobre, è montata la protesta, soprattutto nell’ambiente dei lavoratori del porto: il risultato è che oggi la provincia è quella più colpita dai contagi nel Paese. Il sindaco Valerio Valenti ha interdetto fino al 31 dicembre le manifestazioni nella grande Piazza Unità d’Italia, la principale della città. Sabato scorso circa ottomila persone sono tornate a manifestare nel capoluogo giuliano. Un gruppo di 200 ha provato a sfondare il cordone delle forze dell’ordine su Piazza Unità, ma senza successo e ritirandosi poco dopo.

La stretta dettata dal Viminale sollecita dunque un ulteriore rafforzamento dei controlli a prefetture e polizia locale: vanno insomma intensificati i controlli sull’obbligo di avere il Green Pass lì dove è necessario e obbligatorio. Anche sui gestori delle attività che devono controllare.

Preoccupa la situazione in Europa dove la pandemia sembra dirigersi sempre di più verso una quarta ondata: una “pandemia dei non vaccinati” com’è stata definita in Germania e com’era stata già definita nei mesi scorsi negli Stati Uniti. Le manifestazioni No Vax e No Green Pass sono ormai un appuntamento fisso nel fine settimana nelle piazze italiane. Sabato scorso le più grandi a Milano e, come si accennava, a Trieste. A Milano il 16esimo sabato consecutivo di proteste. Preoccupazione nelle settimane scorse per le minacce sulle chat Telegram degli anti-vaccinisti al sindaco Beppe Sala: qualcuno aveva proposto di deviare il corteo verso la casa del primo cittadino. Una troupe di giornalisti è stata aggredita.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.