Energia
Nucleare, l’Italia riparte: il Senato approva la legge dopo quasi quarant’anni
Il ritorno dell’Italia al nucleare incassa il sostegno della FLAEI-Cisl – il sindacato leader degli “elettrici” – proprio mentre il Parlamento chiude una partita aperta da quasi quarant’anni. Il 23 settembre il Senato ha approvato definitivamente il disegno di legge delega sul nucleare sostenibile, con 81 voti favorevoli, 51 contrari e 7 astensioni.
La legge di indirizzo restituisce al Governo il compito di definire, attraverso i decreti attuativi, il nuovo quadro normativo per produzione, sicurezza, combustibile, rifiuti radioattivi e controlli. Una scelta che Amedeo Testa, segretario generale della FLAEI-Cisl, definisce «coraggiosa, lungimirante, che va nella direzione giusta». Testa parla di una decisione capace di rispondere alle esigenze di «indipendenza energetica» dell’Italia, in un quadro segnato dalle crisi internazionali e dagli effetti sui prezzi dell’energia e dei carburanti. Il voto parlamentare ha mostrato anche schieramenti non completamente sovrapponibili alla tradizionale geografia maggioranza- opposizione. La maggioranza di governo ha sostenuto compatta il provvedimento, mentre M5S e Alleanza Verdi e Sinistra hanno votato contro. Azione di Carlo Calenda ha invece votato a favore, distinguendosi dalle altre principali forze di opposizione.

È proprio dentro questo fronte trasversale che si colloca la posizione della FLAEI-Cisl. «Da anni abbiamo proposto alla politica e alle istituzioni tutte una nostra road-map per garantire all’Italia autonomia e indipendenza», sottolinea Testa. La strategia indicata dal sindacato prevede un «mix energetico equilibrato», il passaggio graduale dalle fonti fossili alle rinnovabili e, soprattutto, il superamento delle «posizioni ideologiche » attraverso un deciso ricorso anche alla fonte nucleare. Per Amedeo Testa, dunque, il voto del Senato non rappresenta un punto di arrivo, ma l’avvio della fase attuativa. La legge affida infatti al Governo la costruzione della cornice normativa entro cui dovrà essere definito il futuro nucleare italiano.
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