Il Presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky ha rifiutato trasferimenti all’estero, sarebbe scampato a diverse operazioni di gruppi speciali russi, ha deciso di restare a combattere e di lanciare costantemente messaggi e appelli al mondo. Sempre in tuta militare. Ha più volte rimarcato di essere l’obiettivo principale del Presidente della Russia Vladimir Putin. Lui e la sua famiglia. Oggi la moglie, la first lady, Olena Zelenska, ha scritto un lungo messaggio sui social. Un appello anche per rispondere una volta per tutte alle interviste che le stanno chiedendo da tutto il mondo.

“Solo una settimana fa, quello che sta succedendo in questo momento era ancora impensabile. Il mio paese era tranquillo le metropoli, le città e i borghi erano pieni delle gioie della vita quotidiana”. Tutto è cambiato nella notte tra il 23 e il 24 febbraio, quando Putin ha annunciato l’operazione per “smilitarizzare” e “denazificare” il Paese. Zelenska ha definito l’invasione come “l’omicidio di civili pacifici” e ha lanciato i suoi appelli soprattutto all’Occidente e alla comunità europea: la guerra in Ucraina, ha scritto è una guerra contro l’Europa, il suo stile di vita, e non riguarda solo Kiev.

La First Lady ha insistito soprattutto su un aspetto: “La cosa peggiore è leggere di vittime di bambini. Alisa di otto anni morta nella strada di Okhtyrka, il nonno ha cercato di proteggerla con il suo corpo. O Polina di Kyjiw morta insieme ai suoi genitori in una sparatoria. O sul 14enne Arsenij, in un sobborgo una volta tranquillo della capitale, colpito alla testa da un rottame, l’ambulanza semplicemente non è riuscita a raggiungerlo a causa di un grave incendio. Se la Russia dovesse affermare ancora una volta che ‘non si tratta di una guerra contro la popolazione civile’ sarò la prima a fare questi nomi”. Sarebbero 52 i bambini uccisi dall’inizio dell’invasione secondo Kiev.

La nuova terribile realtà degli ucraini è dormire nei sotterranei, nei rifugi anti-aerei, tutta le vite in pochi metri, compresi gli animali domestici. “I nostri bambini fanno le loro lezioni in cantina. Il primo figlio della guerra ha visto il rigido soffitto del rifugio, il suo primo respiro è stato dell’aria acre del sotterraneo ed è stato accolto da una comunità intrappolata e terrorizzata. A questo punto si può dire che decine di bambini non hanno mai conosciuto la pace in vita loro”. La First Lady ha scritto anche di tutti i malati che al momento, viste le condizioni delle città e degli ospedali, non possono ricevere assistenza.

“La guerra contro queste persone è un duplice crimine! Le nostre strade sono piene di profughi, in molti dei vostri paesi si vedono già donne e bambini stanchi con il dolore negli occhi. Gli uomini li portano ai confini e poi ritornano a combattere”. La Resistenza ha rallentato l’avanzata dei russi. “I propagandisti del Cremlino sostenevano che gli ucraini li avrebbero accolti con fiori come liberatori. Ma gli ucraini li hanno salutati con i cocktail Molotow.  I residenti delle città aggredite si accordano sui social network e pattugliano le case, aiutano chi è solo, preparano cibo, raccolgono medicinali e munizioni per i difensori. Semplicemente fanno il loro lavoro – nelle farmacie, nelle imprese, nei trasporti, nei servizi pubblici – affinché la vita continui e vinca”.

Zelenska ha riportato anche come sia stato attivato un numero verde per avvertire le madri russe dei figli in guerra e non in esercitazione militare come comunicato in alcuni casi – lo hanno raccontato anche alcuni prigionieri di guerra. La First Lady rimarca le parole del marito, chiedendo la No Fly Zone e anticipando una Terza Guerra Mondiale. “Chiudete i cieli e potremo gestire la guerra sul campo da soli! Toglietevi i vostri guanti bianchi, tanto non potrete mantenere la neutralità. Perché la prossima volta Putin potrebbe venire da voi”. A chiudere un ringraziamento ai media e un appello alle donazioni per la popolazione. “Con questa lettera, testimonio e voglio far sapere al mondo che la guerra in Ucraina non è una guerra ‘da qualche parte là fuori’. Questa è una guerra in Europa e ai confini dell’UE. L’Ucraina sta fermando una forza che domani potrebbe entrare nelle vostre città con il pretesto di salvare i civili. Se non fermiamo Putin, che minaccia una guerra nucleare, non ci sarà più nessun posto sicuro nel mondo. Lo so, è come un incubo e una settimana fa sembrava un’esagerazione, ma è una realtà in cui viviamo attualmente ma vinceremo sicuramente. Abbiamo un’arma chiamata unità, un’unità innamorata dell’Ucraina”.

Classe 1978, originaria di Krivoj Rog come il marito, ha studiato architettura prima di dedicarsi alla sceneggiatura. L’incontro con Volodymyr Zelensky all’università. Con lui hanno fondato una casa di produzione, quella che ha realizzato Servant of the People, la serie tv che ha fatto esplodere Zelensky. Ha detto di preferire restare dietro le quinte, di non esporsi sempre. In questi giorni lo sta facendo più spesso, tramite i social, per lanciare appelli e celebrare il coraggio degli ucraini. “Non cadrò nel panico o scoppierò a piangere. Sarò calma e fiduciosa. I miei bambini mi guardano e resterò vicino a loro e accanto a mio marito. Ma anche accanto a voi. Vi amo e amo l’Ucraina”, aveva scritto in uno dei suoi primi post dopo l’invasione. La coppia ha due figli, Aleksandra di 17 anni e Kiril di 9.

Giornalista. Ha studiato Scienze della Comunicazione. Specializzazione in editoria. Scrive principalmente di cronaca, spettacoli e sport occasionalmente. Appassionato di televisione e teatro.