Li voleva legare, torturare e poi uccidere. Era questo, secondo la ricostruzione degli inquirenti, il folle piano omicida di Antonio De Marco, il 21enne studente di Scienze infermieristiche fermato per il duplice omicidio di Daniele De Santis ed Eleonora Manta, l’arbitro di Serie C e la compagna ammazzati con decine di coltellate nel loro appartamento di Lecce.

Ad incastrarlo sono state le analisi delle celle telefoniche, le immagini delle telecamere di sicurezza della zona e soprattutto il ritrovamento di cinque biglietti trovati poco distanti dall’abitazione: sono gli appunti di un omicidio premeditato nel dettaglio, con la calligrafia che ha portato gli inquirenti a De Marco.

I BIGLIETTI COL PIANO OMICIDA – I cinque biglietti sarebbero stati persi da De Marco durante la fuga e il loro ritrovamento ha portato alla luce dettagli agghiaccianti su quell’omicidio: c’era la mappa delle telecamere lungo il tragitto che conduce all’abitazione dei due fidanzati, un piano per evitare di essere ripreso. Non è riuscito a eludere tutta la videosorveglianza e da alcune immagini in possesso degli investigatori, è stato intravisto un uomo con il cappuccio e il volto nascosto.

De Marco avrebbe inoltre premeditato di ripulire perfettamente la scena del crimine e lasciare una scritta che sarebbe dovuta essere un avvertimento per tutta la città. Nello zaino inoltre sono stati trovati anche dei solventi con cui avrebbe dovuto cancellare le sue tracce.

IL POST SU FACEBOOK E IL MOVENTE – Quanto al movente per l’efferato duplice omicidio, l’ipotesi principale è legata ai mesi in cui De Marco è stato coinquilino della coppia, tra ottobre e novembre 2019, al rapporto complicato con i due e per una possibile infatuazione non corrisposta con Eleonora Manta.

Il desiderio di vendetta dello studente di Casarano era stato anche messo nero su bianco su Facebook, in un post dello scorso 3 luglio in cui Antonio definiva la vendetta “un piatto da servire freddo…è vero che la vendetta non risolve il problema ma per pochi istanti ti senti soddisfatto”.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia