“Mi è arrivata un’altra richiesta di processo perché ad agosto ho bloccato lo sbarco di clandestini dalla nave di una Ong spagnola. Ormai le provano tutte per fermare me e impaurire voi: vi prometto che non mollo e non mollerò, mai”. E’ quanto annuncia Matteo Salvini via Facebook dopo aver appreso che il tribunale dei ministri di Palermo ha chiesto al Senato una nuova autorizzazione a procedere.

Il leader della Lega fa riferimento al caso della Open Arms quando lo scorso novembre l’ex ministro dell’Interno era stato iscritto nel registro degli indagati per sequestro di persona e omissione di atti d’ufficio. I fatti risalgono ad agosto 2019, quando 164 migranti rimasero per 19 giorni per 19 giorni a bordo della Open Arms davanti alle coste di Lampedusa. Salvini rincara la dose e, come spesso è già capitato in passato, diventa garantista solo quando i fatti lo riguardano in prima persona.

Scontato l’attacco alle toghe. “Tra giudici e magistrati, c’è qualcuno che si alza la mattina dicendo come posso fare io per perseguire Salvini?”.  “Chissà domani quale richiesta di processo mi arriverà – aggiunge durante una delle tante dirette Facebook -. “Più mi processate e più mi date forza di lavorare”. “Un processo al giorno rende ancora più tonico il Salvini e non lo toglie di torno”, aggiunge.

Lo scorso novembre la procura di Palermo aveva trasmesso al Tribunale dei Ministri il fascicolo a carico dell’ex ministro per la mancata concessione del POS (porto di sbarco sicuro) alla nave. Una decisione che aveva causato la “conseguente privazione della libertà personale in pregiudizio di numerosi migranti giunti nelle acque di Lampedusa” secondo il procuratore Francesco Lo Voi.

TERZO CASO – Prima della Open Arms, il leader della Lega aveva già affrontato le vicende “Diciotti” e “Gregoretti”, con il Senato che nelle scorse settimane ha dato l’autorizzazione a procedere per il caso “Gregoretti”. I giudici contestano al leader leghista l’omissione di soccorso; il tribunale ha sostanzialmente accolto le indicazioni dei pm palermitani e riafferma l’obbligo di prestare soccorso in mare perché obbligatorio.