“Se fosse stata curata, oggi stava a casa ad abbracciare suo figlio”. È un atto di accusa contro i medici dell’ospedale di Caserta quello di Alfonso Vozza, 30 anni, marito di Palma Reale, la 28enne madre di quatto figli deceduta al Policlinico Federico II di Napoli dopo aver partorito da positiva al Covid.

In una intervista al Tg3 e al Mattino Vozza spiega quanto accaduto tra il 18 agosto scorso e sabato, quando la giovane mamma di San Prisco, in provincia di Caserta, è morta nel nosocomio napoletano.

Palma era risultata positiva il 18 agosto scorso, quando lei e il marito si erano recati al pronto soccorso dell’ospedale di Caserta per alcuni dolori pelvici e in altre parti del corpo. “Dal nosocomio casertano, però, è stata dimessa: non c’erano parametri per ricoverarla. Poi i sintomi sono peggiorati. Da casa ho chiamato più volte il 118 ma gli operatori non avevano rilevato sintomi tali da rendere necessario un trasferimento in ospedale. Poi, in ultimo, la decisione di portarla al Policlinico Federico II, struttura abilitata a curare donne gravide positive al Covid”, spiega il marito.

Qui ha partorito il quarto figlio ma poco dopo è morto di Covid-19. All’ospedale di Caserta, accusa il marito. “Hanno fatto solo una visita ginecologica. Pur sapendo che era risultata positiva non hanno approfondito e ci hanno mandato a casa. Avrebbero potuto trasferirci in una struttura che potesse curarla, adatta alle donne gravide positive, ma niente”.

Sia Palma che Alfonso non erano vaccinati. Una decisione che, per quanto riguarda la 28enne, era stata presa assieme al ginecologo che la seguiva: “Voleva portare a termine la gravidanza prima di fare il vaccino anti Covid”, ha spiegato Vozza al Tg3.

Sul perché né lui né la moglie fossero vaccinati, Vozza glissa e accusa i medici: “Che significa? Se una persona non è vaccinata non deve ricevere le cure necessarie? Non trovo giusto che si debbano lasciare in bilico due persone, una donna e il suo bimbo, solo perché non vaccinate. Mia moglie doveva essere trasferita in una struttura dedicata e attrezzata. Non è un problema di vaccino ma di assistenza: avremmo dovuto ricevere un altro trattamento”.

Il 30enne si è già rivolto a tre avvocati denunciando le presunte ‘omissioni’ dei medici: “I medici del pronto soccorso devono avere mia moglie sulla coscienza e devono rispondere degli errori commessi. La mia vita come quella dei miei figli è distrutta. Qualcuno dovrà dare conto delle proprie azioni”.

Anche l’ospedale di Caserta ha aperto una inchiesta interna per ricostruire quanto accaduto il 18 agosto scorso e stabilire se vi siano stati errori nel trattamento nei confronti di Palma Reale.

 

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia