Dimissioni in vista? Neanche per sogno. Papa Francesco allontana l’ipotesi di un addio, come quello del predecessore Joseph Ratzinger, smentendo anche le voci su una possibile grave malattia.

Il pontefice argentino lo fa in una intervista all’agenzia americana Reuters, realizzata sabato pomeriggio, giorno in cui sarebbe dovuto partire per Congo e Sud Sudan, viaggio poi saltato per il dolore al ginocchio. Non un caso: proprio dagli Stati Uniti si alzano le voci più critiche nei confronti di Bergoglio, lì dove è più forte l’ala ultra-conservatrice della Chiesa.

Nel colloquio col corrispondente Philip Pulella nega seccamente, come detto, l’ipotesi di sue dimissioni: “Non mi è mai entrato in mente. Per il momento no, per il momento no. Davvero!“. Nell’intervista il pontefice ha ribadito la sua posizione, ossia che un giorno potrebbe dimettersi se la salute cagionevole gli rendesse impossibile gestire la Chiesa. Quando? “Quando vedrò che non ce la faccio, lo farò e questo è il grande esempio di Papa Benedetto, è stata una cosa tanto buona per la Chiesa , lui ha detto ai papi di fermarsi in tempo. È un grande, Benedetto. Dio lo dirà“.

Respinte quindi anche le voci su una presunta malattia. Il Papa commenta l’intervento di stenosi diverticolare subito l’anno scorso, nel quale gli è stata rimossa una sezione del colon, un “grande successo”. Ma smentisce le voci sulla scoperta, proprio durante il ricovero di 10 giorni all’Ospedale Gemelli di Roma, di un cancro. I medici “non mi hanno detto nulla”, ha affermato ridendo e ha liquidato queste voci come un “pettegolezzo di corte“.

Quindi spazio alla situazione in Ucraina, sempre al centro dei pensieri del pontefice ma spesso oggetto di polemiche e accuse paradossali di vicinanza a Putin, o di condanna troppo ‘lieve’ del regime di Mosca. Bergoglio racconta dei contatti avvenuti tra il Segretario di Stato vaticano Pietro Parolin e il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov su un possibile viaggio a Mosca, senza però avere risposta.

Ma Francesco si dice pronto a partire in ogni momento, “il prima possibile”, anche dopo il viaggio in Canada previsto dal 24 al 29 luglio. “Dopo il rientro dal Canada è possibile che io riesca ad andare in Ucraina“, ha spiegato il Papa, che vorrebbero però prima recarsi in Russia “per cercare di aiutare in qualche modo.

A proposito di Stati Uniti, dove è forte l’ostracismo della Chiesa locale nei suoi confronti, il Papa dice solo di “rispettare la decisione” presa nei giorni scorsi dalla Corte Suprema sull’aborto, ma allo stesso tempo di “non avere informazioni sufficienti per parlarne da un punto di vista giuridico”. Bergoglio comunque, come già in passato, ha ribadito la sua condanna dell’aborto paragonandolo all’”assunzione di un sicario”.

Redazione