“Da come trattiamo il corpo della donna comprendiamo il nostro livello di umanità”. Si chiude così il tweet di Papa Francesco in occasione della giornata per l’eliminazione della violenza sessuale nelle guerre. “Oggi, giornata per l’eliminazione della violenza sessuale nei conflitti – recita il post – ricordiamo che la donna racchiude in sé la custodia della vita, la comunione con tutto, il prendersi cura di tutto. Da come trattiamo il corpo della donna comprendiamo il nostro livello di umanità“.

 

Secondo un rapporto delle Nazioni Unite, la quarantena provocata dal coronavirus, che ha costretto decine di milioni di persone a rinchiudersi in casa per settimane, ha causato un aumento degli abusi sulle persone più vulnerabili, compresi i minori. La situazione si è aggravata per le incertezze economiche legate alla pandemia. L’aumento delle tensioni ha provocato molte situazioni a rischio. L’allarme è stato lanciato da ogni parte del mondo dove sono stati segnalati numeri in continua crescita per quanto riguarda gli abusi sulle donne. Secondo l’Onu, quest’anno sono previsti almeno 15 milioni in più di casi di violenza domestica. Il dato è dell’Unfpa, il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione, che ha lavorato in collaborazione con Avenir Health, Johns Hopkins University e la Victoria University australiana. Si ipotizza un aumento del 20% dei casi di violenza per i primi 3 mesi di lockdown in tutti i 193 Stati membri delle Nazioni Unite. Per i dati Istat in Italia c’è stato un aumento delle richieste d’aiuto del 73% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il dato è stato elaborato a partire dal numero antiviolenza 1522. Il 45,3% delle vittime ha paura per la propria incolumità o di morire e il 72,8% non denuncia il reato subito. Trenta le donne uccise nei primi 5 mesi del 2020.