“Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio. Non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, e liberaci da ogni pericolo”: con queste parole Papa Francesco ha cominciato la preghiera del Rosario nei Giardini vaticani per chiedere la fine della pandemia. Uniti a Papa Francesco nel rosario globale trasmesso in mondovisione alla vigilia della Domenica di Pentecoste, i Santuari mariani del mondo: da Czestochowa a Fatima, da Nostra Signora di Guadalupe, in Messico, a Lujan, in Argentina, da Pompei a Lourdes, fino al Santuario di Immaculate Conception di Washington e quello di Elele, in Nigeria.

Francesco ha presieduto la recita del Santo Rosario nella Grotta di Lourdes. Una preghiera dal forte valore simbolico. Le decine sono state infatti recitate da donne e uomini in rappresentanza di categorie che sono state particolarmente colpite e coinvolte dalla pandemia da coronavirus. Presenti un medico e un’infermiera, per tutto il personale sanitario impegnato in prima linea negli ospedali; una persona guarita e una che ha perso un famigliare, per tutti coloro che sono stati toccati personalmente dal coronavirus; un sacerdote, cappellano ospedaliero, e una suora infermiera, per tutti i sacerdoti e le persone consacrate vicini a quanti sono provati dalla malattia; una farmacista e una giornalista, per tutte le persone che anche nel periodo della pandemia hanno continuato a svolgere il proprio servizio in favore degli altri; un volontario della Protezione Civile con la propria famiglia, per quanti si sono adoperati per far fronte a questa emergenza e per tutto il vasto mondo del volontariato; e una giovane famiglia, a cui è nato, proprio in questo periodo, un bambino, Jacopo.

Al suo arrivo ha deposto un mazzo di fiori ai piedi della Madonna. La celebrazione mariana è promossa dal Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, sul tema: “Assidui e concordi nella preghiera, insieme con Maria (At 1,14)”. “O Maria, tu risplendi sempre nel nostro cammino come segno di salvezza e di speranza. Noi – ha affermato il Pontefice – ci affidiamo a te, salute dei malati, che presso la Croce sei stata associata al dolore di Gesù, mantenendo ferma la tua fede. Tu salvezza del popolo romano sai di che cosa abbiamo bisogno e siamo certi che provvederai perché come a Cana di Galilea, possa tornare la gioia e la festa dopo questo momento di prova. Aiutaci Madre del Divino Amore a conformarci al volere del Padre e a fare ciò che ci dirà Gesù che ha preso su di sé le nostre sofferenze e si è caricato dei nostri dolori per condurci attraverso la Croce alla gioia della Resurrezione. Amen”.