È stato approvato all’unanimità il cosiddetto Patto per Roma: un accordo sui vaccini, la loro distribuzione e diffusione, raggiunto nell’ambito del G20 della Salute che si è tenuto nella Capitale. “Da Roma un messaggio al mondo contro il covid – ha annunciato il ministro della Salute Roberto Speranza – L’anno scorso il G20 si chiuse senza una dichiarazione approvata. Lavoreremo per contrastare il covid che è ancora un nemico insidioso. Noi dobbiamo assumere impegni di bilancio che poi non possono diventare una camicia di forza, noi vogliamo portare il vaccino in tutto il mondo, faremo tutti gli investimenti necessari”. La due giorni del summit ai Musei Capitolini.

Lo scorso 31 agosto la Commissione Europea ha fatto sapere che il 70% della popolazione adulta ora è completamente vaccinato: oltre 256 milioni di persone nell’Unione Europea hanno completato il ciclo. A preoccupare è più la differenza con l’Est Europa: gli ultimi dati del Centro Europeo per il controllo delle malattie Ecdc ha sottolineato, aggiornati al 29 agosto, riportava il 20% in Bulgaria, il 32,3% in Romania, il 46,4% in Lettonia, il 47,7% in Croazia, il 49,4% in Slovacchia, mentre a Malta il 91%, in Irlanda l’87,6%, in Portogallo l’83,2% come in Belgio, in Francia il 75,2%, in Germania il 72,2% e in Italia il 70,1%. Ad alzare l’asticella a Est solo l’Ungheria al 65,1%, grazie anche al vaccino russo Sputnik non approvato comunque dall’Agenzia Europea del Farmaco (Ema), e la Polonia al 58,1%. Il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità Tedros Ghebreyesus ha dichiarato che “l’Africa ha la copertura vaccinale più bassa, con il 2%. Questo è inaccettabile”.

Spesso sono scetticismo e i No Vax a incidere più che la distribuzione. Speranza sostiene che tra i Paesi ci sono “distanze sbagliate e non sostenibili”. Perciò il G20 si è impegnato a intervenire per potenziare la distribuzione anche in collaborazione del programma Covax e favorendo la produzione sul posto. “In linea con l’Oms, sosteniamo l’obiettivo di vaccinare almeno il 40% della popolazione globale entro la fine del 2021. Riaffermiamo l’impegno dei nostri Leader al Global Health Summit per rafforzare le capacità produttive locali e regionali, sviluppare una capacità regolatoria regionale e promuovere standard minimi di qualità dei prodotti medicali”, hanno affermato i ministri della Salute del G20 nella Dichiarazione Finale. Le azioni chiave focalizzate riguardano quattro aree prioritarie: “Ripresa sana e sostenibile; costruire resilienza One Health; risposta coordinata e collaborativa; vaccini, terapeutici e diagnostici accessibili”.

Speranza ha anche dichiarato che l’intenzione è di insistere nell’approccio One Health, ovvero globale, “guardando a esseri umani, animali e ambiente come un unico ecosistema”. Quindi i Paesi del G20 si sono impegnati a portare i vaccini anche nei Paesi più fragili. La conferenza stampa è stata anche occasione di annunci per quanto riguarda la situazione in Italia, dove nel frattempo si sono superate le 79 milioni di somministrazioni per oltre 38 milioni 790mila persone che hanno completato il ciclo, il 71,82% della popolazione over 12 anni.

Il ministro ha annunciato che “la terza dose in Italia ci sarà, partiremo già da settembre con pazienti fragili come gli oncologici o i trapiantati. Su questo punto già Ema e Ecdc si sono espresse. Dunque già nel mese di settembre partiranno in Italia queste prime terze dosi, poi analizzeremo per proseguire con gli over80 e residenti Rsa e personale sanitario, che sono le prime categorie che hanno ricevuto il vaccino e da quale si partirà”. Prevista prossimamente anche l’estensione del Green Pass, la certificazione che attesta la vaccinazione, la guarigione o un tampone negativo. L’Ema ha intanto avviato un’indagine su una terza dose di vaccino Pfizer BioNTech, da somministrare sei mesi dopo la seconda dose, a 16enni e over 16. L’esito è atteso nelle prossime settimane.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.