Nel 2018 i pensionati italiani sono circa 16 milioni, per un numero complessivo di trattamenti pensionistici erogati pari a poco meno di 23 milioni. La spesa totale pensionistica (inclusa la componente assistenziale) nello stesso anno raggiunge i 293 miliardi di euro (+2,2% su variazione annuale). Lo rileva l’Istat in una ‘fotografia’ sulla spesa previdenziale nel Belpaese.

IL ‘PESO’ DELLA SPESA PREVIDENZIALE – Il peso relativo della spesa pensionistica sul Pil – rileva sempre l’Istat – si attesta al 16,6%, valore appena più alto rispetto al 2017 (16,5%), segnando un’interruzione del trend decrescente osservato nel triennio precedente. Infatti, dopo l’aumento del rapporto tra spesa pensionistica e Pil indotto dalla forte contrazione dell’economia negli anni di crisi (con un picco del 17,0% nel 2014), l’andamento più favorevole della crescita e il dispiegamento degli effetti delle riforme sulla spesa hanno determinato una sua riduzione fino al minimo del 16,5% nel 2017.

DONNE SVANTAGGIATE E PENSIONI POVERE – Il 36,3% dei pensionati in Italia riceve ogni mese meno di 1.000 euro lordi, il 12,2% non supera i 500 euro. Un pensionato su quattro (24,7%) si colloca, invece, nella fascia di reddito superiore ai 2.000 euro.

Il divario di genere è a svantaggio delle donne, più rappresentate nelle fasce di reddito fino a 1.500 euro. La concentrazione di percettori uomini, invece, è massima nella classe di reddito più alta (3.000 euro e più) dove ci sono 266 pensionati ogni 100 pensionate.

Le donne sono la maggioranza sia come percettrici di pensioni (55,5%) sia come pensionate (52,2%), ma ricevono il 44,1% della spesa complessiva. L’importo medio delle pensioni di vecchiaia è più basso rispetto a quello degli uomini del 36,7%, quello delle pensioni di invalidità è del 33,8%. Per le pensioni di reversibilità invece le donne percepiscono 1,5 volte l’importo degli uomini.

Lo svantaggio delle donne – emerge dalla rilevazione Istat – si spiega con il differenziale salariale dovuto a carriere contributive più brevi e a una minore partecipazione al mercato del lavoro. Le donne sono titolari del 44,3% delle pensioni di vecchiaia, del 45,8% delle invalidità previdenziali e del 26,5% delle rendite per infortunio sul lavoro. La presenza femminile è invece dominante tra le pensioni ai superstiti (86,3%), anche per una più elevata speranza di vita, e tra le pensioni assistenziali.

PENSIONE COME REDDITO PRINCIPALE  PER 7 MILIONI DI FAMIGLIE – Per quasi 7 milioni e 400mila famiglie (il 61,7% delle famiglie con pensionati) i trasferimenti pensionistici rappresentano più dei tre quarti del reddito familiare disponibile; nel 21,9% dei casi le prestazioni ai pensionati sono l’unica fonte monetaria di reddito (oltre 2 milioni e 600mila di famiglie). Lo rileva l’Istat.

Se in famiglia vi sono solo pensionati, sale all’85,8% la percentuale di famiglie con trasferimenti pensionistici il cui peso è pari almeno ai tre quarti delle risorse economiche. Per oltre 3 milioni e 100mila famiglie (26,0%) i trasferimenti pensionistici rappresentano, invece, meno della metà delle entrate familiari.

Più di un terzo dei pensionati vive in coppia senza figli (35,5%) e il 27,4% vive da solo. – rileva l’Istat- È invece più contenuta la percentuale di pensionati che vivono in coppia con figli (18,8%) o in altra tipologia (9,5%), cioè in famiglie con membri isolati o composte da più nuclei, oppure in famiglie di genitori soli (8,8%). Rispetto al resto del Paese, i pensionati del Nord vivono più spesso da soli (28,5%) o in coppia senza figli (40,7%), i pensionati del Mezzogiorno risiedono più frequentemente in coppia con figli (25,3%) mentre i pensionati del Centro si trovano più diffusamente in famiglie di altra tipologia (10,7%).

I titolari di pensioni di vecchiaia e anzianità – scrive l’Istat – vivono prevalentemente in famiglie di coppie senza figli (45,0%), i percettori di pensioni di reversibilità più spesso abitano soli (62,5%) o con i figli in qualità di unico genitore (21,8%), essendo rappresentati nella stragrande maggioranza dei casi da donne vedove. Nel 2017, si stima che in Italia quasi una famiglia su due sia costituita o accolga almeno un pensionato (circa 12 milioni di nuclei); in particolare, nel 33,8% delle famiglie vi è un titolare di pensione e nel 12,6% due e più.

Per queste famiglie, i trasferimenti sociali erogati ai pensionati (da qui denominati semplicemente trasferimenti pensionistici) rappresentano, in media, il 63,1% del reddito familiare netto disponibile (al netto dei fitti imputati); la quota restante è costituita per il 29,6% da redditi da lavoro e per il 7,4% da altri redditi (prevalentemente affitti e rendite finanziarie). Le pensioni di anzianità e vecchiaia (incluse le liquidazioni di fine rapporto per quiescenza) contribuiscono alla formazione del totale dei redditi familiari per il 43,7%, i trattamenti di reversibilità per il 9,5% e le restanti pensioni per il 9,9%.