L’assistenza dei pazienti, dei positivi al covid e non, è a rischio: la terza ondata potrebbe essere ingovernabile. È l’allarme, in estrema sintesi, lanciato dall’Ospedale Cardarelli di Napoli. Un allarme lanciato da un testo, firmato dal direttore generale della struttura Giuseppe Longo e dal direttore sanitario Giuseppe Russo, e inviato all’Unità di Crisi della Regione Campania. Il Cardarelli è il più grande polo ospedaliero del Sud Italia. “La situazione epidemiologica del nostro Paese sta mostrando, ultimamente, un peggioramento generale. L’indice nazionale di trasmissione è in aumento per la quinta settimana consecutiva e si attesta su un valore maggiore di uno”.

Il documento riporta che l’aumento dei ricoveri nell’Azienda Ospedaliera riguarda sia l’area di degenza che il pronto soccorso. “In due settimane si è passati da un totale di circa 90/100 ricoveri ospedalieri di pazienti Covid positivi, a circa 150 pazienti ricoverati. Tale andamento epidemiologico desta non poche perplessità, in quanto potrebbe essere il primo segnale dell’inizio di un aumento della pressione, da parte della pandemia, sul servizio sanitario e, pertanto, dell’avvio della terza ondata che a differenza delle precedenti risulterebbe ancora più difficile da governare a livello ospedaliero, in quanto risulta già saturo il tasso di occupazione dei posti letto Covid dedicati”.

A preoccupare è che il sistema ospedaliero non regga alla terza ondata del coronavirus. Un’ondata annunciata, comunque ancora non esplosa nella gravità che in molti avevano pronosticato. A gennaio con l’apertura delle scuole, il picco dell’influenza e i risultati degli spostamenti natalizi si era ipotizzato da più parti che la curva dei contagi sarebbe peggiorata, come aveva detto anche il Presidente della Campania Vincenzo De Luca. Per far fronte all’emergenza, si legge, “si è dovuto far ricorso all’utilizzo delle sale operatorie. Ulteriore segnale negativo è fornito dal Pronto Soccorso e dall’OBI che risultano caratterizzati da alti tassi di occupazione”. A incidere anche “le disfunzioni tecniche che hanno riguardato in questi giorni l’Ospedale del Mare”.

Il documento chiosa che “dalla lettura dei dati di monitoraggio relativi agli accessi in Pronto Soccorso e OBI, delle terapie intensive, delle degene a media e bassa intensità, nonché dei casi dei pazienti Covid positivi ricoverati, si rileva una forte pressione che potrebbe mettere a rischio la tenuta dei richiamati servizi assistenziali e che l’attuale quadro non risulta compatibile con un ulteriore ondata di nuovi casi”.

Il bollettino della Regione Campania aggiornato al 20 gennaio riporta 968 nuovi positivi, di cui 65 individuati con test antigenici, tra cui 835 asintomatici e 68 sintomatici. In totale sono stati processati 15.343 tamponi, 1.302 antigenici. Il totale dei postivi dall’inizio dell’emergenza sale a 209.482. I deceduti sono 42, 17 nelle ultime 48 ore e 25 deceduti in precedenza. Per quello che riguarda i posti letto, sono 656 quelli disponibili in terapia intensiva e 100 quelli occupati. I posti letto, tra covid e offerta privata, disponibili sono 3.160, quelli occupati 1.448.

Antonio Lamorte