Sul tavolo dei ministri lo schema di decreto per salvare la Banca Popolare di Bari. Si tratterebbe di un finanziamento ad Invitalia “fino ad un importo complessivo massimo di 900 milioni per il 2020″, per rafforzare il patrimonio del Mediocredito Centrale “affinché questa promuova, secondo logiche di mercato, lo sviluppo di attività finanziarie e di investimento, anche a sostegno delle imprese nel Mezzogiorno, da realizzarsi anche attraverso il ricorso all’acquisizione di partecipazioni al capitale di società bancarie e finanziarie, e nella prospettiva di ulteriori possibili operazioni di razionalizzazione di tali partecipazioni”. La riunione arriva 48 ore dopo il fallimento di un cdm disertato da M5s e Italia Viva, in lite sulle misure da adottare. All’ordine del giorno figura un decreto con misure urgenti per la realizzazione di una banca di investimenti.

“Sì, stasera chiuderemo su Banca popolare di Bari. Faremo un intervento”, aveva confermato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte alla fine del concerto di Natale in Senato. “Tuteleremo i risparmiatori e non concederemo nulla ai responsabili di quella situazione critica e auspichiamo anzi azioni di responsabilità a loro carico”, aveva aggiunto il premier. Nel primo dei tre articoli del decreto in esame al consiglio dei ministri è previsa la costituzione di una Banca di Investimento, che nascerebbe dalla ‘scissione’ delle acquisizioni fatte dal Mediocredito Centrale. La formazione passerà attraverso un decreto con il quale il Ministero dell’Economia acquisirà attività e partecipazioni, con l’intero capitale sociale, senza dovere alcun corrispettivo. Le operazioni saranno realizzate in un regime di esenzione fiscale.

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Prima del cdm Luigi Di Maio aveva tuonato: “Renzi ci critica sulle banche? Vorrei dire una cosa, anche con cordialità, perché non vogliamo creare tensioni. Quando affronteremo il tema della Banca Popolare di Bari che è stata commissariata da Banca d’Italia, non faremo perdere soldi ai risparmiatori e tantomeno ripuliremo con soldi pubblici la banca per venderla a banche private. Questo è ciò che è stato fatto in passato. Banca Etruria fece perdere soldi ai risparmiatori che stiamo risarcendo ancora noi adesso. Allora le Banche venete furono ripulite coi soldi degli italiani e vendute a un euro a un’altra banca”. Il leader 5S spiega che “vogliamo intervenire in due modi. La prima cosa, in Cdm si portano nomi e cognomi di chi ha preso i soldi e non li ha restituiti, i soliti prenditori vicini alla politica, non gli imprenditori onesti che tirano avanti la carretta. Due, vogliamo conoscere tutti i verbali delle ispezioni fatte da chi doveva controllare, perché questo buco nel bilancio della banca non l’ha fatto un alieno, l’avrà fatto qualcuno in particolare, anche per, forse, omessi controlli. Noi ci prendiamo la banca e cominciamo a prestare i soldi alle imprese oneste sul territorio”.

Matteo Salvini, in un comizio a Bari, aveva attaccato Bankitalia: “Sulla Popolare di Bari qualcuno doveva vigiliare. Spero che il Parlamento approvi il prima possibile la proposta di legge firmata dalla Lega e anche dai Cinquestelle per riformare la Banca d’Italia e farla passare attraverso il Parlamento, quindi attraverso il popolo italiano”.

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