Da settembre trenta assemblee pubbliche e quasi venti comitati di quartiere costituiti. Nasce dal basso il progetto civico di area centrista, liberale, liberista e radicale per una città che ha perso la bussola a causa del primo commissariamento della sua storia. Il commissario ha preso le redini dopo uno scandalo che ha scosso l’amministrazione locale guidata dal Pd e messo in ginocchio una intera città, con l’ex sindaca costretta a dimettersi a seguito di un’inchiesta della magistratura. È in questo contesto che è nata una alternativa fortemente radicata sul territorio che ha avuto il merito di costruire un percorso lineare grazie a un metodo politico chiaro, a una costruzione di un perimetro valoriale che facesse stare quante più energie al suo interno e a un’agenda politica condivisa che indicasse priorità e direzione.

Da settembre scorso, in questa città tessile e operaia che ha sempre saputo reinventarsi, ha preso forma un’esperienza politica interessante che potrebbe, in qualche maniera, anticipare una interessante prospettiva nazionale sulle prossime politiche. Si chiama L’Alternativa C’è, ed è un progetto cresciuto attorno alla figura del blogger Jonathan Targetti che qualcuno sta iniziando a chiamare scherzosamente “il Milei toscano”.

Il progetto nasce da un’intuizione semplice quanto radicale: che la terza via, quella tra una destra identitaria e una sinistra statalista e assistenzialista, è possibile solo se si costruisce dal basso, andando a colpire tutte quelle storture del nostro Paese che, mentre a livello nazionale si traducono in lobby di potere e malaffare, a livello locale parlano di clientelismo e disservizi. Trenta assemblee pubbliche in pochi mesi in tutti i quartieri della città. Quasi venti comitati di quartiere che si sono costituiti autonomamente. Il commissariamento ha fatto da detonatore.

Lo smarrimento che ne è seguito ha aperto uno spazio inatteso e – come spesso accade nelle crisi – ha reso visibile il vuoto che c’era già: quello di una rappresentanza politica incapace di parlare a chi non vota più, a chi ha smesso di credere che la politica possa cambiare davvero le cose e a quella parte produttiva del Paese che forse non è più disposta a delegare altri. Sono loro il vero target di questo progetto. Quella fascia larga e silenziosa di cittadini — imprenditori, artigiani, insegnanti, professionisti, studenti, anziani — che ha semplicemente smesso da tempo di partecipare. Che non si riconosce né nell’una né nell’altra coalizione.

Azione è stata inghiottita da quel campo largo che ha portato Prato al commissariamento candidando un proprio esponente in una lista civica. Italia Viva e +Europa non esistono più a livello locale mentre Ora!, PLD, Radicali Italiani, Liberisti Italiani, l’Unione Liberale e diverse realtà civiche hanno scelto di far parte di questo progetto che promette di liberare Prato da opacità e clientelismo.