Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico dell’Università La Sapienza a Roma ha parlato chiaro e tondo “a poche settimane dalla conclusione del mio ruolo, delle mie funzioni” di Capo dello Stato. Eppure le speculazioni e le indiscrezioni di stampa non si placano: il toto-nomi per il Quirinale è partito da tempo e il sondaggio Demos per Repubblica prova a fissare la situazione. O almeno a provarci: visto che l’elezione interessa più i giornali che gli elettori al momento.

Quattro su 10 intervistati hanno risposto “non so” o non hanno voluto rispondere. Una componente che rispecchia uno scarso grado di conoscenza o di interesse verso il tema. L’elezione del Presidente della Repubblica è una questione tutta parlamentare: come detta l’articolo 84 della Costituzione può essere nominato ogni cittadino italiano che ha compiuto 50 anni e che goda di diritti politici e civili; il voto avviene nelle Camere in seduta comune, 630 deputati e 320 senatori con 58 grandi elettori scelti dai Consigli regionali; si vota a scrutinio segreto e nelle prime tre votazioni serve il quorum qualificato dei due terzi del Parlamento in seduta comune (703 su 1008), dalla quarta in poi basta la maggioranza assoluta (503 elettori su 1008).

L’attenzione sul tema è già comunque molto alta sui giornali, sui quali è partito da mesi il toto-nomi, e destinata presumibilmente a crescere anche tra i cittadini nelle prossime settimane. Il grado di fiducia nei confronti del Capo dello Stato si è mantenuto molto alto, al 60%. E così anche il consenso nei confronti di Draghi. Il binomio Mattarella-Draghi resta molto apprezzato presso gli intervistati: definito anche come una sorta di “bipresidenzialismo di fatto”. Il passaggio dell’attuale Presidente del Consiglio Mario Draghi da Palazzo Chigi al Quirinale raccoglie il favore del 16% degli intervistati da Demos, in crescita di tre punti negli ultimi mesi.

Il premier sarebbe dunque la personalità più apprezzata al momento. Il 10% degli italiani auspica un bis di Mattarella – che comunque, come abbiamo visto e più volte ribadito – si sarebbe già tirato fuori. La “vera novità” è il 9% a favore del leader e fondatore di Forza Italia oltre che quattro volte Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Sarebbe sostenuto da una larga maggioranza del centrodestra anche se la base di Fratelli d’Italia, all’opposizione a differenza di Fi e Lega, preferirebbe Draghi secondo quanto riporta l’istituto. Draghi sarebbe invece molto meno divisivo del Cavaliere presso i parlamentari.

Non ci sarebbero altri candidati realmente credibili dietro il podio rilevato dal sondaggio: l’ex premier e leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte godrebbe appena di un 2%; a seguire Emma Bonino e Paolo Gentiloni – l’ex premier e commissario europeo godrebbe di un 6% tra gli elettori del Partito Democratico. Al momento comunque il centrodestra e il centrosinistra con il M5s non hanno i numeri per superare quota 703 né quota 503. Le forze si fermano a 441 e 467. Tutto dipende dal resto dei 98 parlamentari e dall’incognita del voto segreto. L’unico caso di rielezione dopo il settennato è stato quello di Giorgio Napolitano nel 2013 che restò in carica fino al 2013.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.