Nomi neanche a parlarne, d’altronde mancano ancora due mesi all’elezione del presidente della Repubblica, e candidare adesso qualcuno al Colle equivarrebbe a bruciarlo. Dal palco della Leopolda a Firenze, però, Matteo Renzi prima pronostica le elezioni politiche nel 2022 (“anche se la priorità è il Pnrr e sarebbe un errore per il nostro paese”) perché è convinto che Conte, Letta, Salvini e Meloni “abbiano l’interesse ad andare a votare”, e poi mette in chiaro il modus operandi che intende seguire nella partita del Quirinale.

“Ci accusano di essere spregiudicati tattici, ma io credo che nella dimensione politica ci sia bisogno anche di tatticismo – ricorda il leader di Italia Viva -. Credo che Machiavelli non sia un eroe negativo, e quando si arriva ad esempio alle elezioni per il Colle se si vogliono fare le cose per bene si ha capacità tattica parlamentare”. Se invece si vuole imboccare una strada sbagliata, allora “si fa come ha fatto Bersani che ha bruciato due candidati e ha dato la colpa ai 101, chiamando i 101 alla responsabilità e non alla sua incapacità di fare politica e di gestire il Parlamento”.

“Sono per la competenza, non per le chiacchiere”, afferma il senatore di Rignano, che punta a far pesare il più possibile il peso dei ‘suoi’ 42 parlamentari quando sarà il momento di andare al voto. Nomi di possibili successori di Sergio Mattarella non ne fa, piuttosto ribadisce l’identikit: “La nostra convinzione nell’elezione del Capo dello Stato sarà innanzitutto quella di lavorare e votare per un presidente che sia in grado di garantire la transizione democratica a livello europeo, perché noi abbiamo bisogno di una Europa più forte“. E quindi servirà avere come “stella polare” l’interesse del Paese, “il suo prestigio internazionale, la stabilità delle sue istituzioni, la forza della propria influenza culturale, economica, politica”.

Nel corso del suo intervento, il leader di Iv tira poi in ballo Silvio Berlusconi dopo l’intervento di quest’ultimo su ‘Il Tempo’ riguardo al reddito di cittadinanza (“gli importi finiti ai furbi sono poca cosa rispetto alle situazioni di povertà che è andato a contrastare”). “Ho l’impressione che il Cav, più che competere per la leadership con Salvini e Meloni, abbia un altro obiettivo”, spiega Renzi, lasciando intendere che le dichiarazioni del presidente di Forza Italia nascondano altro. Cosa? In molti pensano vadano lette proprio in ottica ‘quirinalizia’, un tentativo insomma di ingraziarsi i voti del M5S. (LaPresse)

PIU’ INCISIVO IN SERATA

Nette e incisive le dichiarazioni dello stesso Renzi intervenuto a “Controcorrente” su Rete4. Il leader di Italia Viva torna sul tema voto anticipato: “Vogliono andare a votare Conte, perché al 2023 non ci arriva con Di Maio che gli sta facendo le scarpe; Letta, perché il gruppo parlamentare non gli risponde, essendo quello del 2018; Meloni, perché è all’opposizione e pensa di andare al governo; Salvini, perché sa che in un’alleanza di centrodestra avrebbe la possibilità di vincere”. “Io -ha continuato- penso che sarebbe un errore per il Paese, perché ci sono da spendere 209 miliardi del Pnrr e le imprese hanno bisogno di questo. Però, se si decide di andare a votare, andremo a votare e non staremo né con questa destra sovranista né con la sinistra se la sinistra diventa populista con Conte, Taverna, Di Maio”.