È diventato molto difficile di questi tempi per le procure vincere i processi ai cosiddetti “colletti bianchi”. L’assoluzione per tutti gli imputati (tranne uno e per una vicenda sicuramente secondaria) è arrivata anche a Bergamo nella vicenda Ubi banca. L’imputato più noto è Giovanni Bazoli uno dei protagonisti delle storie bancarie del paese che rispondeva di ostacolo alle autorità di vigilanza, Consob e Bankitalia oltre che di influenza illecita sulle scelte dell’assemblea che aveva portato alla nascita di Ubi nel 2013.
È molto interessante osservare il comportamento dei giornali nel dare conto della sentenza arrivata nella serata di venerdì scorso dopo una decina di ore di camera di consiglio. Il Fatto Quotidiano che aveva dedicato più di altri mezzi di informazione spazio alla vicenda per anni sposando in toto le tesi dell’accusa pubblicava poco più di una breve, 25 righe, nelle pagine interne e senza tornare nei giorni successivi sull’argomento che tanto aveva appassionato. Sul fronte opposto a quello del Manette Daily troviamo il quotidiano locale L’Eco di Bergamo che aveva seguito l’inchiesta e anche il processo con il suo cronista giudiziario sempre presente a tutte le udienze ma pubblicando solo pezzettini di poche decine di righe. Il giorno dopo il verdetto invece si sono lette due intere pagine e successivamente un’intervista molto accomodante, in pratica senza domande, all’imputato Andrea Moltrasio.
L’Eco è di proprietà della Curia, caso unico in Italia, che aveva acquistato un bel pacchetto di azioni Ubi che nel frattempo si sono deprezzate fino a valere circa la metà. Insomma è la storia dell’editore potere forte della città in una sorta di conflitto di interessi e che mostra riverenza e rispetto per un altro potere forte. Un altro quotidiano che era stato molto sensibile (eufemismo) all’ipotesi della procura (ricordiamo che per Bazoli la richiesta di pena era stata di 6 anni e 2 mesi) Repubblica pubblicava zero righe. Il giornale che ha il record di aver perso più copie in Europa negli ultimi anni del resto era già stato protagonista di una simile esperienza quando Silvio Berlusconi venne assolto per il caso Mediatrade.

Manco una riga dopo aver cavalcato oltremisura la colpevolezza al di là di ogni ragionevole dubbio. Più corretto è stato il comportamento del Corriere della Sera che aveva in pagina un pezzo in nazionale e l’apertura del fascicolo locale. La Stampa e Il Giornale davano notizia dell’assoluzione ma senza esagerare. Nei giorni successivi invece silenzio generale da parte di tutti i media. L’attenuante (parziale) sta in un’imputazione molto tecnica non facile da spiegare al grande pubblico.