Colpo di scena alla Procura di Roma. Il Tar del Lazio ha infatti annullato la nomina a procuratore capitolino di Michele Prestipino, accogliendo così i ricorsi presentati dal procuratore generale di Firenze, Marcello Viola, e dai procuratori di Palermo, Francesco Lo Voi, contro la decisione del Csm datata 4 marzo dello scorso anno. Respinto invece il ricorso presentato dal procuratore di Firenze Giuseppe Creazzo.

Una nomina, quella di Prestipino, in “continuità” con la precedente gestione di Giuseppe Pignatone, andato in pensione nel maggio 2019. Come ricordava Giovanni Altoprati su questo giornale, per “imporre” Prestipino a Roma il Csm era stato costretto a una interpretazione estensiva del Testo unico sulla dirigenza per gli uffici giudiziari.

Sulla carta, infatti, Lo Voi e Creazzo avevano molti più titoli. Oltre a essere già procuratori, Lo Voi aveva rappresentato l’Italia a Eurojust, mentre Creazzo era stato vice capo legislativo al ministero della Giustizia. Questa volta, per superare l’handicap del curriculum di Prestipino che era solo aggiunto e non aveva molti titoli, il Csm è ricorso alle “esperienze”.

“Sebbene privo di indicatori specifici si è reso protagonista di esperienze pregnanti rispetto all’incarico da conferire, tali da fondare sul piano prognostico il giudizio sulla sua maggiore capacità a porsi a guida dell’ufficio a concorso”, era stata la formula utilizzata a Palazzo dei Marescialli per motivare la sua scelta.

Secondo il Tar, come anticipa il Corriere della Sera, “non è dato comprendere perché, se per Prestipino la “raffinata conoscenza delle mafie tradizionali (in specie Cosa Nostra e ‘Ndrangheta) gli hanno consentito di cogliere e sviluppare sul piano processuale gli elementi di continuità e di originalità della situazione laziale e di quella peculiare della città di Roma, tale riconosciuta ‘conoscenza eccezionale’ dell’attività di Cosa Nostra da parte del dottor Lo Voi non possa consentirgli ugualmente di ‘cogliere e sviluppare’ come procuratore – presumibilmente in poco tempo o quantomeno in quello impiegato dal dottor Prestipino quale ‘aggiunto’ , l’originalità della criminalità laziale”.

Prestipino ricorrerà al Consiglio di Stato, mentre lo stesso Csm potrebbe sostenere la sua nomina a Roma.