La nomina a procuratore di Roma di Michele Prestipino Giarritta finisce davanti ai giudici del Tar del Lazio. Contro la decisione è arrivato infatti il ricorso del procuratore generale presso la Corte d’appello di Firenze Marcello Viola, che ha impugnato il voto espresso lo scorso 4 marzo dal Plenum del Csm, il Consiglio superiore della magistratura.

Assistito dagli avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, nel ricorso presentato dai legali si sostiene che il Csm “da un lato ha ammesso come fosse acclarato il ‘mancato coinvolgimento’ di Viola rispetto al procedimento di Perugia e che lo stesso fosse ‘parte offesa rispetto alle macchinazioni o aspirazioni di altri, ma dall’altro lato ha illegittimamente revocato l’originaria proposta a favore di quest’ultimo e, senza esternare alcuna motivazione idonea a giustificare tale cambio di indirizzo, non ha formulato nei suoi confronti alcuna nuova proposta”.

Il riferimento è all’indagine della procura di Perugia sull’ex presidente dell’Anm Luca Palamara e su alcuni membri del Csm. L’organo di autogoverno della magistratura acquisì copia di alcune trascrizioni disponendo la revoca delle tre proposte formulate originariamente per il ruolo di procuratore della Capitale, tra cui appunto Viola, Francesco Lo Voi, attuale procuratore di Palermo, e una con un voto favorevole per Giuseppe Creazzo, che guida la procura di Firenze.

Non solo. Nel ricorso presentato dagli avvocati Rubino e Impiduglia si rimarca come il Csm “avrebbe valorizzato, in modo decisivo, il radicamento territoriale del dottor Prestipino Giarritta e la conoscenza da parte di quest’ultimo del contesto di riferimento della Procura di Roma, senza condurre correttamente il giudizio comparativo e omettendo di valutare i numerosi titoli e le importanti esperienze vantate dal dottor Viola”.

Tra i motivi del ricorso quindi anche l’erorre del Csm nel ritenere prevalente l’esperienza del dottor Prestipino Giarritta in materia di criminalità organizzata, senza tenere adeguatamente conto delle esperienze del dottor Viola quale Procuratore della Repubblica di Trapani (ossia un territorio con una radicata presenza di complesse strutture criminali di tipo mafioso), quale componente della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo di e quale gip presso il Tribunale di Palermo”.

RICORSO ANCHE DI CREAZZO – Come Viola, anche il procuratore capo di capo di Firenze Giuseppe Creazzo ha presentato ricorso al Tar del Lazio contro la nomina di Michele Prestipino. Il ricorso sarebbe basato sul fatto che Creazzo avrebbe più titoli di Prestipino per il prestigioso incarico nella Capitale.