Ancora fumata nera nel terzo giorno dell’elezione del presidente della Repubblica. Le urne si sono aperte questa mattina alla Camera alle ore 11 e lo spoglio è terminato dopo le 14. Diminuiscono le schede bianche al terzo scrutinio per l’elezione del presidente della Repubblica, scendendo dalle 527 di ieri a 412, e i partiti, anche al loro interno, iniziano a contarsi.

Durante lo spoglio si impongono i nomi di Sergio Mattarella e Guido Crosetto, lanciato a sorpresa da FdI. Per l’attuale Capo dello Stato spiccano 125 voti, mentre quelli incassati dal cofondatore di Fratelli d’Italia sono 114, quasi il doppio dei 63 grandi elettori del partito di Giorgia Meloni. Al terzo posto c’è il giurista Maddalena con 61 voti di ‘Alternativa c’è’ e di molti ex M5s, seguito da Casini che raggiunge quota 52.

Lega e Forza Italia hanno votato scheda bianca anche alla terza votazione. E la stessa indicazione è arrivata dal centrosinistra: Pd, M5S e Leu. Probabilmente, sono i pentastellati che hanno alzato la posta su Mattarella, nonostante il presidente della Repubblica uscente abbia più volte espresso l’intenzione di lasciare il Quirinale.

La situazione è ancora in stallo. Dopo l’onda cavalcata con il nome della seconda carica dello Stato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, poi respinto dal segretario del Pd Enrico Letta perché “farebbe saltare tutte le trattative”.

Alla viglia della quarta votazione per l’elezione del Presidente della Repubblica che vedrà il quorum scendere a quota 505, tra i partiti regna il caos ed un nome su cui convergere ancora non c’è.

L’incertezza aumenta e certifica un Parlamento in stallo, dove permangono antipatie e litigi nati in passato. Fdi polemizza per la scelta dei due partiti di centrodestra di votare scheda bianca, nonostante l’accordo tra Meloni e Salvini di votare Guido Crosetto, proposto dal partito guidato da Meloni.

La soluzione di Matteo Salvini per la corsa al Quirinale potrebbe essere Sabino Cassese. La notizia è stata data dal quotidiano Il Foglio. Il segretario della Lega questo pomeriggio si sarebbe recato nella casa romana del professore Cassese ai Parioli. Candidatura né smentita né confermata dal diretto interessato.

Le Lega, nel giro di pochi minuti dalla pubblicazione della notizia, ha smentito l’incontro. “Non so dove abita”, assicura il leader della Lega. “Abita ai Parioli? Non ci sono stato oggi dalle parti dei Parioli…”. Poi avvisa i giornalisti: “Tenete i telefonini accesi perché sarà una lunga notte di lavoro”. Peccato però, che dopo vari rinvii, sia arrivata la conferma di un vertice dei leader di centrodestra che si terrà domani mattina, prima della quarta chiama.
Ma Salvini non ha voluto anticipare cosa voterà domani il centrodestra nella quarta votazione.

Oltre al nome di Cassese, in giornata è circolato quello di Pierferdinando Casini. L’ex presidente della Camera è stato sedotto e abbandonato dal centrodestra ma anche dal centrosinistra. Inizialmente la carta Casini, che oggi ha ricevuto 52 voti, è stata presentata dai centristi. “Se fosse il centrodestra a proporlo, il centrosinistra non potrebbe non votarlo”, è il ragionamento che viene fatto. Ma il M5S ha alzato le barricate e ha minacciato di passare all’opposizione. Così il centrodestra ha frenato sul nome dell’ex presidente della Camera.

Al di là dei quanto filtri dalla riunioni, rimane avvolta nel buio l’ipotesi di convergere sul premier Mario Draghi. Il segretario leghista torna ribadire la necessità di lasciare SuperMario a palazzo Chigi: “Senza il premier penso che avrebbe qualche difficoltà di linea di direzione”. Un fronte, quello che non vuole che il premier traslochi al Colle, che comprende anche Beppe Grillo. Il fondatore M5s nel corso di una telefonata con Giuseppe Conte avrebbe concordato sul fatto che il presidente del Consiglio resti a Chigi.

A meno di sorprese dunque i nomi su cui si continua a lavorare sono gli stessi, mentre gli italiani attendono di conoscere chi sarà il primo cittadino dello Stato.

Redazione