Fumata nera per la terza giornata dedicata all’elezione del 13esimo presidente della Repubblica, l’ultima con il quorum di 2/3. Sono diminuite le schede bianche, scendendo dalle 527 di ieri a 412. Durante lo spoglio si sono imposti i nomi di Sergio Mattarella e Guido Crosetto, lanciato a sorpresa da FdI. Per l’attuale Capo dello Stato sono spiccati i 125 voti, mentre quelli incassati dal cofondatore di Fratelli d’Italia sono 114, quasi il doppio dei 63 grandi elettori del partito di Giorgia Meloni. Al terzo posto si piazza il giurista Maddalena con 61 voti di Alternativa c’è e di molti ex M5s, seguito da Casini che raggiunge quota 52.

Il successore di Sergio Mattarella (che ha in diverse occasioni ribadito che non è in corsa per un secondo mandato) sarà il 13esimo Presidente della Repubblica Italiana. Fino alla terza votazione necessaria la maggioranza dei due terzi dell’assemblea, 673 voti, dalla quarta in poi basterà la maggioranza assoluta, 505.

Causa covid-19 si terrà una sola votazione al giorno. Al massimo 50 elettori alla volta in aula per votare. I Grandi Elettori positivi potranno votare nel parcheggio della Camera con un seggio drive-in appositamente allestito nel parcheggio della Camera. A votare i 1009 cosiddetti Grandi Elettori: 630 deputati, 321 senatori (di cui 6 a vita, 5 di nomina presidenziale e un ex presidente della Repubblica) e 58 delegati regionali, tre per ogni Regione, uno solo per la Valle d’Aosta. Votano prima i senatori, poi i deputati e infine i delegati regionali. Il voto è anonimo: perciò le elezioni del Capo dello Stato sono il regno dei franchi tiratori. Solo in due occasioni, nel 1985 con Francesco Cossiga e nel 1999 con Carlo Azeglio Ciampi, il Presidente venne eletto alla prima seduta.

Caos e ore di trattative febbrili tra i partiti. Il leader e fondatore di Forza Italia Silvio Berlusconi ha sciolto la riserva: fallita l’operazione scoiattolo, ha rinunciato alla corsa al Quirinale. Scricchiola la candidatura del Presidente del Consiglio in carica, dato da mesi per favorito, Mario Draghi. Ancora preso in considerazione per alcuni il secondo mandato di Sergio Mattarella. Le ipotesi Pierferdinando Casini e Giuliano Amato ancora in corsa, come quelle di Marta Cartabia ed Maria Elisabetta Alberti Casellati. New entry della prima giornata: il fondatore della Comunità di Sant’Egidio Andrea Riccardi e la direttrice generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza Elisabetta Belloni.

Nel secondo giorno il fronte progressista ha respinto la terna di nomi proposta dal centrodestra (Pera-Moratti-Nordio), i più votati risultano l’attuale inquilino del Colle Sergio Mattarella e l’ex magistrato Paolo Maddalena, candidato promosso dal gruppo di Alternativa. Entrambi raccolgono 39 preferenze, ma a salire rispetto a ieri è soprattutto il capo dello Stato uscente, che raccoglie 23 voti in più. Invariato il numero di grandi elettori presenti e votanti (976), si abbassa il numero delle schede bianche (527 rispetto alle 672 del primo scrutinio), quello delle nulle (38 rispetto a 49), mentre salgono i voti dispersi che toccano quota 125 (ieri 88).

Alle 11 si riunisce il Parlamento in seduta comune per la terza votazione, l’ultima con il quorum di 2/3, ma c’è chi chiede di velocizzare da giovedì le operazioni per cercare di chiudere la partita in settimana. “Spero che la presidenza autorizzi le votazioni due volte al giorno – dichiara il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, intercettato in Transatlantico durante le votazioni -. C’è una crisi in Ucraina pesantissima, la crisi su energia e gas, regole assurde per la scuola: il Parlamento abbia la consapevolezza di quello che si sta giocando”. Richiesta poi formalizzata da una lettera inviata dalla capogruppo di Italia viva a Montecitorio, Maria Elena Boschi, al presidente della Camera, Roberto Fico: “Le misure per garantire sicurezza sanitaria e limitare la possibilità di contagi durante le operazioni di voto possono essere messe in pratica anche nel caso di una seconda votazione nel corso della stessa giornata”.

“No a una guerra delle due rose, non serve”. Pd, M5S e Leu non rispondono con altri nomi d’area alle candidature di Letizia Moratti, Marcello Pera e Carlo Nordio avanzate dal centrodestra. Enrico Letta, Giuseppe Conte e Roberto Speranza, a sera, dopo un faccia a faccia che va avanti per quasi due ore, definiscono “un passo in avanti, utile al dialogo” la mossa fatta dai leader del campo ‘avversario’. Sono “nomi di qualità e li valuteremo senza spirito pregiudiziale”, si spinge a dire il segretario dem e anche Stefano Patuanelli, capodelegazione pentastellato al Governo, li definisce ipotesi “di peso”.

La strada, però, resta sbarrata. “Non riteniamo che su quei nomi possa svilupparsi quella larga condivisione in questo momento necessaria”, mettono nero su bianco i rappresentanti della coalizione progressista. Nessuna contrapposizione di ‘area’, quindi, ma la “volontà di giungere ad una soluzione condivisa su un nome super partes”. Per questo, la proposta è riunire domani le due delegazioni. “Chiudiamoci dentro una stanza, buttiamo via la chiave e stiamo a pane e acqua fino ad arrivare a una soluzione finale”, dice chiaro Letta. “Acceleriamo il dialogo con il centrodestra con l’impegno di trovare nelle prossime ore una soluzione condivisa.

LA DIRETTA

Ore 22:30 – Concluso il vertice dei grandi elettori del M5S. Conte ha concluso il suo intervento sottolineando che si cercherà di arrivare alla “soluzione più alta e autorevole possibile”.”Io – ha aggiunto – non so dove atterreremo ma vi posso dare la mia parola d onore che mi batterò per atterrare alla soluzione più alta e autorevole possibile”.

Ore 22: 15 – Durante l’assemblea dei grandi elettori del M5S, Conte lancia un messaggio al centrodestra: “Quando si è diffusa l’ipotesi di candidatura di Casellati da parte del centrodestra si erano create le premesse di un cortocircuito con noi e di uno sgarbo verso di lei: una carica istituzionale non può essere trasformata in candidatura di bandiera. Creerebbe imbarazzo istituzionale senza logica. Ci auguriamo questa ipotesi venga accantonata dal centrodestra”.

Ore 22: 10 – Il segretario Dem Enrico Letta scarica le colpe sul centrodestra. La trattativa per il Quirinale è “difficile” perché il centrodestra ha detto no a tutte le ipotesi di “personalità terze”, ha detto il segretario dem Enrico Letta ai grandi elettori del Pd. “È una trattativa difficile perché dal centrodestra sono arrivati tutti no. Ma lo schema di lavoro è stato diverso: i nostri no erano pubblici, i loro una lunga sfilza di no privati. Spero che almeno uno dei loro no si trasformi in sì”. “Per ora il centrodestra nella sua interezza ha detto di no a tutte le nostre ipotesi di personalità terze: Mattarella, Draghi, Amato, Casini, Cartabia, Riccardi”.

Ore 22:00 – Fibrillazioni anche durante il vertice del M5S. Giuseppe Conte, parlando ai grandi elettori del Movimento, ha affermato che il Movimento “non è una forza politica che fa inciuci o caminetti, nessuno scambi la necessità di riservatezza col fatto che seguiamo percorsi poco trasparenti”. “A noi – ha aggiunto – interessano i risultati. Non abbiamo detto no a nessuno, abbiamo detto sì, lavoriamo per il Paese, siamo disponibili a rilanciare l’esecutivo con un patto di cittadini e non di legislatura”. Il Movimento sta dialogando per una soluzione condivisa, fanno sapere fonti pentastellate.

Ore 21:40 – Secondo quanto twittato dall’onorevole Ceccanti, capogruppo Pd commissione Affari costituzionali, il segretario dem Letta ha detto che “L’accordo deve tenere insieme tutta la maggioranza”. Ma soprattutto il leader del Pd ha affermato che “se non ci saranno novità entro domattina confermero la scheda bianca”, presentando l’ipotesi di votare un presidente non di parte, e quindi non di destra, nella giornata di venerdì.

Ore 21:30 – Iniziata nell’Aula dei gruppi parlamentari la riunione fra il segretario Enrico Letta e i grandi elettori del Pd. “Ora viene il passaggio più complesso, in cui ognuno di noi ha una idea e dobbiamo trovare una sintesi. Una complessità mai così forte”, ha detto Letta. E poi ha aggiunto “Nel Parlamento più frammentato di sempre c’è una sovrapposizione di due perimetri diversi: quello della maggioranza e quello del centrosinistra”. Domani sarà quindi una giornata di dibattiti, mentre stasera si riflette sullo stato dell’arte del Parlamento.

Ore 21.25 – Posticipato il vertice dei leader del centrodestra: si terrà domani mattina alle 8,30 negli uffici del gruppo Lega alla Camera, prima della quarta chiama.

Ore 21: 15 – Malumori spuntano tra Fdi e Lega. Fonti del partito guidato da Giorgia Meloni sostengono che la decisione di votare Guido Crosetto da parte di Fratelli d’Italia “era concordata con Matteo Salvini”, che non “avrebbe mosso obiezioni”.

Ore 21:10 – L’area del centrodestra frena su Casini. Secondo quanto si apprende da fonti parlamentari la Lega non punterebbe su Casini e neanche Fratelli d’Italia sarebbe propensa ad aprire. Anzi. Per il Pd, in realta’, l’ex presidente della Camera sarebbe un ‘piano B’, ma i centristi insistono che se non c’e’ Draghi allora c’e’ Casini. Potrebbe aprire, invece, secondo quanto si apprende Forza Italia ma solo una parte del Movimento 5 stelle. Il Pd punta ad una soluzione istituzionale, ad un’intesa che non crei scossoni sia per quanto riguarda la partita di palazzo Chigi che su quella sul Colle. Il vertice del centrodestra è convocato alle 22.30, posticipato di mezz’ora rispetto a quanto inizialmente candidato.

Ore 20:40 – Si profila una notte di incontri per sciogliere il nodo sul nome da portare domani in aula per la quarta votazione sul presidente della Repubblica. Il vertice del centrodestra dovrebbe riunirsi dopo le ore 22. L’incontro dovrebbe avvenire in parte in presenza e in parte in streaming, dal momento che Antonio Tajani e Licia Ronzulli si trovano a Milano. In base a quanto viene riferito, fra i nomi sul tavolo ci sarà quello di Pier Ferdinando Casini. L’ex presidente della Camera oggi ha ricevuto 52 voti e la sua candidatura è spinta dai centristi. “Se fosse il centrodestra a proporlo, il centrosinistra non potrebbe non votarlo”, è il ragionamento che viene fatto. Nulla, però, viene spiegato, è ancora chiuso. Ma il M5S alza le barricate. Se Pd, Iv e centrodestra vogliono votare Pierferdinando Casini lo facciano pure ma si preparino a sostenere da solo il governo, M5s va all’opposizione. E’ questa la voce che circola tra i pentastellati.

Ore 20:10 – “Stiamo cercando di convincere le forze di centrodestra a evitare esibizioni muscolari che significherebbero contrapposizione, lo spirito opposto a quel clima che stiamo costruendo”. Sono le parole del leader del M5S Giuseppe Conte all’uscita da Montecitorio. “Se domani dovesse venire una proposta di parte, una prova di forza si ritarda ancora la soluzione – ha sottolineato Conte – la Presidente Casellati è la seconda carica dello Stato, come può essere strumentalizzata per una prova di forza? Non avrebbe proprio senso, sarebbe un cortocircuito”. “Cassese? Non so nulla” ha aggiunto. Poi ribadisce: “Non è questione di conclave, l’importante è coltivare lo spirito di questo confronto e trovare una soluzione… Le forze di centrosinistra avrebbero tanti candidati degnissimi da proporre. Il centrodestra altrettanto. Lo schema che da subito ho proposto, complice il fatto che il M5S è una forza innovatrice, è puntiamo subito a un candidato super partes, autorevole, ampiamente condiviso”.

Ore 19:30 –  Il leader del Carroccio smentisce qualsiasi incontro con il costituzionalista Sabino Cassese. “Non so dove abita“, assicura il leader della Lega. “Abita ai Parioli? Non ci sono stato oggi dalle parti dei Parioli…”. Poi avvisa i giornalisti: “Tenete i telefonini accesi perché sarà una lunga notte di lavoro“. Salvini non ha voluto anticipare cosa voterà domani il centrodestra nella quarta votazione: “Avendo riunito i miei 200 elettori mi sembra più rispettoso parlarne prima con loro che con la libera stampa”. Quando gli viene chiesto dell’esclusione di Draghi e Casini, regala una chicca: “Non mi piace escludere, non sono nato per escludere ma per includere (e i migranti?, ndr), per proporre. Continuo a ritenere, come penso la stragrande maggioranza degli italiani, imprenditori, artigiani, che Draghi sia prezioso nel suo ruolo di regista, coordinatore, collante di una coalizione di governo che ovviamente è amplissima – ha aggiunto arrivando alla riunione con i parlamentari della Lega -. Senza Draghi penso che avrebbe qualche difficoltà di linea di direzione”. Infine bacchetta Pd e M5S: “Stiamo lavorando, continuiamo a lavorare per offrire nomi di alto profilo ma non possiamo permettere che il Paese rimanga ostaggio di no e veti della sinistra. Abbiamo fatto nomi di altissimo profilo, altri ne faremo. Da Pd e M5s invece sono mancate le proposte”.

Ore 19:00 – Il segretario della Lega Matteo Salvini avrebbe incontrato il giudice emerito della Corte Costituzionale ed ex ministro Sabino Cassese nella sua casa ai Parioli. La notizia è stata smentita dalla Lega

Ore 18:33 – Gianni Letta presidente della Repubblica, il jolly di Berlusconi e Salvini per convincere il nipote Enrico

Ore 18:05Fratelli d’Italia si mette di traverso su una possibile trattativa sul nome condiviso per il Quirinale. Il partito di Giorgia Meloni infatti in una nota sottolinea di ritenere “imprescindibile una votazione compatta del centrodestra su un candidato della coalizione, come concordemente valutato nell’ultimo vertice”, ovvero uno tra Letizia Moratti, Marcello Pera e Carlo Nordio. FdI quindi affida a Matteo Salvini “il mandato individuare, attraverso le sue molteplici interlocuzioni, il candidato più attrattivo tra quelli presentati ieri”.

Ore 17.35 – “Se domani si va al muro contro muro tra centrodestra e centrosinistra, si rischia di spaccare seriamente la maggioranza. Cerchiamo un nome condiviso tra centrodestra e centrosinistra”, dice il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, interpellato sugli scenari in vista della quarta votazione per l’elezione del presidente della Repubblica.

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Ore 16:50 – “Lavoro con fiducia, serietà e ottimismo. La soluzione può essere vicina“, dice il leader della Lega Matteo Salvini, che ha convocato una riunione con i governatori del Carroccio alle 17,30 e con i vertici del partito alle 18. Successivamente il segretario della Lega vedrà i gruppi parlamentari e potrebbe anche fare un nome nuovo per il Colle superando la candidatura della Casellati.

Sullo sfondo resta la possibilità di un incontro Letta-Salvini in serata, che potrebbe portare ad una soluzione che sblocchi l’impasse.

Ore 16:45 – La guerra per il Quirinale tra Lega e M5S: Di Maio e Giorgetti contro Conte e Salvini

Ore 16:30 – Il bello della diretta, o per meglio dire della “Maratona Mentana”. Il direttore del tg di La7 ha infatti ricevuto una telefonata in diretta di Beppe Grillo, il garante e cofondatore del Movimento 5 Stelle, che ha smentito la ricostruzione di questa mattina secondo cui avrebbe telefonato a  Giuseppe Conte per convincere il leader pentastellato a votare Draghi al Quirinale.

Ore 15:50 – Da Enrico Letta arriva un messaggio chiarissimo sulla possibile candidatura di Maria Elisabetta Casellati da parte del centrodestra, che pensa ad una prova di forza nella quarta di votazione di giovedì con quorum abbassato a 505. Per il segretario Dem “proporre la candidatura della seconda carica dello Stato, insieme all’opposizione, contro i propri alleati di governo sarebbe un’operazione mai vista nella storia del Quirinale. Assurda e incomprensibile. Rappresenterebbe, in sintesi, il modo più diretto per far saltare tutto”.

Ore 15.38 – 125 voti per Sergio Mattarella, Guido Crosetto proposto da Fratelli d’Italia, ha raccolto 114 voti, Paolo Maddalena 61, Pierferdinando Casini 52.  I votanti al terzo scrutinio per l’elezione del presidente della Repubblica sono 978. Voti dispersi 84, schede nulle 22. Domani quarto scrutinio alle ore 11 con quorum a 505.

“Sono onorato. Non ho seguito alcuno spoglio ma sono commosso. C’è la capacità del centrodestra di essere attrattivo anche fuori dal centrodestra”, ha commentato così Guido Crosetto, a Montecitorio, il risultato della terza votazione. L’ex deputato ha superato i cento voti, poco meno di quelli ricevuti dall’attuale Presidente della Repubblica in carica ancora fino a giovedì 3 febbraio.

Ore 14:59 – A spoglio in corso sono quasi cento i voti per Sergio Mattarella (ieri le preferenze sono arrivate a 39). Segue Guido Crosetto, votato oggi dai grandi elettori di Fratelli d’Italia. Segue il candidato di Alternativa C’è, Paolo Maddalena. Cresce anche Pier Ferdinando Casini. Preferenze anche per Giancarlo Giorgetti, Umberto Bossi, l’ex generale Antonio Pappalardo. Voti poi a Marta Cartabia e Pierluigi Bersani.

Ore 14:45 – Lungo incontro tra Enrico Letta e Matteo Renzi alla Camera, negli uffici del gruppo di Italia viva. Il colloquio, spiegano fonti del Nazareno, è servito “per concordare i prossimi passi”.

Ore 14:13 – Terminata nell’aula di Montecitorio la terza votazione, è iniziato lo spoglio che viene effettuato personalmente dal presidente della Camera Roberto Fico.

Ore 13:45 – Sara Cunial, deputata eletta tra le fila del Movimento 5 Stelle e oggi passata nel gruppo Misto, tramite l’avvocato Edoardo Polacco ha presentato querela nei confronti del presidente della Camera Roberto Fico e contro ignoti, poiché era stata respinta al seggio drive-in, dove ha tentato di votare per l’elezione del presidente della Repubblica, nonostante fosse sprovvista di green pass. “Ciò che sta avvenendo è gravissimo. In questi giorni, si sta impedendo a un parlamentare democraticamente eletto dal popolo italiano, di esprimere legittimamente il proprio mandato e di adempiere al proprio incarico, anzi al suo più alto incarico in relazione all’elezione del Presidente della Repubblica”, ha affermato Cunial, che ha definito il provvedimento “un atto illegittimo, lesivo non solo dei miei diritti ma della nostra stessa Carta Costituzionale e della normativa nazionale e internazionale di riferimento”.

Ore 13:15 – Mentre l’ipotesi di ‘conclave’ si allontana, sono in corso contatti tra i vertici del Partito Democratico e il leader della Lega Matteo Salvini. Fonti dem spiegano il tentativo del partito è di convincere Salvini a non procedere domani, nella quarta votazione, in autonomia su un nome di centrodestra come quello della Casellati perché in questo modo salterebbe la maggioranza che regge il governo Draghi.

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Ore 13:00 – Le possibilità di una ‘ascesa’ al Quirinale della Casellati si riducono. A chiarire infatti la posizione del Movimento 5 Stelle è Stefano Buffagni, ricordando i ‘precedenti’ del presidente del Senato sul caso Ruby-Mubarak. “Sono sicuro che il centrodestra alla fine non tirerà fuori dal cilindro il nome di Elisabetta Casellati. Non potrei mai votare come presidente della Repubblica, e come me tutto il m5s, chi ha avuto il coraggio di avallare la tesi di Ruby nipote di Mubarak e che ha utilizzato voli di Stato durante il lockdown per recarsi in vacanza in Sardegna”, scrive su Facebook Buffagni.

Ore 12.58 – Il capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato Luca Ciriani: “FdI non partecipa a nessun conclave“.

Ore 12.20 – Matteo Renzi a La7: “Io ho detto a Letta e Salvini che se avessero deciso di fare il conclave saremo andati per discutere, ma per far che? È uno show che non sta in piedi”. Poi aggiunge, sulla poltrona del Senato che in caso di elezione di Casellati lo vedrebbero in pole position per sostituirla: “Io penso di essere l’uomo politico più antipatico d’Italia ma non faccio mai una battaglia per un posto per me. Mai uno scambio che mi vede al Senato“. Inoltre da uno guardo alle prossime votazioni: “Voi state facendo uno schema che alla quarta Salvini e Meloni portano la Casellati. Questo disegno punta a ricostituire la maggioranza gialloverde, e se andasse avanti il centrosinistra tenterebbe il controblitz“. “La destra –  aggiunge il senatore – ha due obiettivi: mettere in campo tre candidature di livello e ottenere il presidenzialismo. Se lo fa porta a casa il risultato, ma se perde ottiene il capolavoro di un altro presidente di sinistra“. Renzi sottolinea l’urgenza di arrivare a un nome: “Un presidente della Repubblica non si fa facendo a gomitate. Il gioco a contendersi i resti dei 5s non ha senso, mettiamoci insieme e individuiamo un nome (Draghi va bene, Casini va bene).

Ore 11.55 – “Anche oggi, facendo seguito al nostro patto di consultazione, come Europa Verde e Sinistra Italiana voteremo convintamente Luigi Manconi alla Presidenza della Repubblica” affermano i co-portavoce nazionali di Europa Verde Angelo Bonelli e Eleonora Evi e ii segretario nazionale di sinistra italiana Nicola Fratoianni. “Una figura che può creare quella convergenza fondamentale che può far superare le barriere degli schieramenti.”

Ore 11.45 – Fratelli d’Italia si smarca dal centrodestra e, per ora, non sta rispondendo alla prima chiama della terza votazione per il capo dello Stato. Il partito di Giorgia Meloni, raccontano, infatti, ancora non ha deciso se votare scheda bianca come il resto della coalizione. L’ufficialità in una nota: il partito di Giorgia Meloni indicherà il nome di Guido Crosetto.

Ore 11:00 – Via al terzo giorno di votazioni a Montecitorio per eleggere il Presidente della Repubblica.

Ore 10:30 – Come nelle prime due giornate di voto, e nell’attesa di trovare un accordo su un nome condiviso, i partiti confermeranno l’indicazione della scheda bianca. È questa infatti la scelta di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Leu da una parte e della coalizione di centrodestra dall’altra.

Ore 09.05 – “Con i tre nomi del centrodestra si è fatto un passo in avanti, stiamo parlando finalmente di iniziare a discutere, a votare nomi. Basta con questa manfrina delle schede bianche che mal si lega alla situazione che stiamo vivendo. Bisogna fare presto”. Lo ha detto il leader di Italia viva Matteo Renzi a Cartabianca, su Rai3 “Sono nomi di livello, – aggiunge – ma noi domani non li voteremo”. Ipotesi Casellati? “Che il centrodestra presenti tre candidati per tirare il terzo mi sembra mancanza di rispetto ai tre candidati, come dire che sono finiti”.

Se penso che Draghi possa andare al Quirinale ?Assolutamente sì. E sono contento che questo paese si sia innamorato di Draghi, perchè un anno fa quando dicevo che bisognava mandare a casa Conte mi dicevano che ero pazzo”. Lo ha detto il leader di Italia viva Matteo Renzi a Cartabianca, su Rai3 affermando: “Sono stato più draghiano di Draghi”. “Non vedo l’idea che comunque vada Draghi rischi di lasciare il governo. – aggiunge – Io però non sono convinto che la partita non sia chiusa, nè alla quarta, nè alla quinta, nè alla sesta votazione secondo me Draghi è ancora in pista per fare il presidente della Repubblica”.

Ore 08.30 – “Casellati? È la seconda carica dello Stato, non ha bisogno di essere candidata…. Pera, Moratti e Nordio sono nomi all’altezza. Spero che Conte e Letta non si fermino ai no”. Lo dice Matteo Salvini prima di andare nei suoi uffici a Montecitorio. “Il mio tentativo è quello di dialogare” conclude il leader della Lega. “Il nuovo premier non lo troviamo a Campo de Fiori…Stiamo lavorando già a un Presidente della Repubblica e io ho un’idea. Qualora Draghi lasciasse il governo avremmo settimane di confusione, sarebbe un problema per l’Italia, con la crisi economica, sanitaria…”. “A parte che se perdo tre chili male non mi fa, ma il mio tentativo e’ dialogare, ma per farlo bisogna essere in due. Se mi siedo a un tavolo e mi dicono, ‘sono pronto a dialogare ma qualunque nome tu mi faccia è no’, allora si capisce che è un dialogo un po’ particolare. Noi dei nomi li abbiamo fatti. E ne potremmo farne altri dieci all’altezza, speriamo che ce ne sia uno di questi nomi che vada bene, dopo 30 anni uno non di sinistra”.