In attesa dei candidati veri, la prima giornata dedicata all’elezione del 13esimo presidente della Repubblica si è conclusa con una valanga (672) di schede bianche su un totale di 976 votanti. Oggi, martedì 25 gennaio, si torna a Montecitorio per la seconda votazione in programma a partire dalle 15.

Il successore di Sergio Mattarella (che ha in diverse occasioni ribadito che non è in corsa per un secondo mandato) sarà il 13esimo Presidente della Repubblica Italiana. Fino alla terza votazione necessaria la maggioranza dei due terzi dell’assemblea, 673 voti, dalla quarta in poi basterà la maggioranza assoluta, 505.

Causa covid-19 si terrà una sola votazione al giorno. Al massimo 50 elettori alla volta in aula per votare. I Grandi Elettori positivi potranno votare nel parcheggio della Camera con un seggio drive-in appositamente allestito nel parcheggio della Camera. A votare i 1009 cosiddetti Grandi Elettori: 630 deputati, 321 senatori (di cui 6 a vita, 5 di nomina presidenziale e un ex presidente della Repubblica) e 58 delegati regionali, tre per ogni Regione, uno solo per la Valle d’Aosta. Votano prima i senatori, poi i deputati e infine i delegati regionali. Il voto è anonimo: perciò le elezioni del Capo dello Stato sono il regno dei franchi tiratori. Solo in due occasioni, nel 1985 con Francesco Cossiga e nel 1999 con Carlo Azeglio Ciampi, il Presidente venne eletto alla prima seduta.

Caos e ore di trattative febbrili tra i partiti. Il leader e fondatore di Forza Italia Silvio Berlusconi ha sciolto la riserva: fallita l’operazione scoiattolo, ha rinunciato alla corsa al Quirinale. Scricchiola la candidatura del Presidente del Consiglio in carica, dato da mesi per favorito, Mario Draghi. Ancora preso in considerazione per alcuni il secondo mandato di Sergio Mattarella. Le ipotesi Pierferdinando Casini e Giuliano Amato ancora in corsa, come quelle di Marta Cartabia ed Maria Elisabetta Alberti Casellati. New entry della giornata di ieri: il fondatore della Comunità di Sant’Egidio Andrea Riccardi e la direttrice generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza Elisabetta Belloni.

Ore 22:20 – L’irritazione di Salvini avrà in realtà anche un altro bersaglio, perché anche Matteo Renzi boccia i tre nomi proposti dal centrodestra per la presidenza della Repubblica. Il leader di Italia Viva, ospite di Cartabianca su Rai 3, esprime infatti un giudizio netto: “Sono tre nomi di livello ma credo che domani non voteremo i candidati di centrodestra: il presidente della Repubblica non è un giudizio sulla persona, ma è la scelta del candidato più adatto a fare il presidente della Repubblica”.

Ore 21:50 – Il ‘no’ di Letta, Conte e Speranza alla terna dei nomi proposta dal centrodestra per il Quirinale agita la Lega. Il Carroccio infatti tramite fonti ha fatto filtrare l’irritazione per la bocciatura della ‘rosa’ composta da Letizia Moratti, Carlo Nordio e Marcello Pera. 

“A differenza di chi cambia idea dopo poche ore, la Lega continua a lavorare con contatti a tutto campo. Restiamo convinti dell’assoluto spessore delle candidature presentate oggi per il Quirinale, ed è evidente la differenza tra noi e chi dice no a ripetizione e mette veti”, spiegano fonti del partito di Salvini.

Ore 20:20 – Ufficiale la seconda ‘fumata nera‘ di queste elezioni per il presidente della Repubblica. Come previsto infatti a stravincere sono state le schede bianche, 527, con 976 votanti su 1009 grandi elettori.

I più votati sono stati l’attuale capo dello Stato Sergio Mattarella e Paolo Maddalena (39), seguiti da Renzo Tondo (18) Roberto Cassinelli (17), Ettore Rosato (14), Umberto Bossi (12) Giancarlo Giorgetti, Luigi Manconi e Marta Cartabia (8), Silvio Berlusconi e Giuseppe Moles (7) e Nicola Gratteri (6).

Ore 20:10 – Sulla stessa linea di Letta, ovviamente, anche le dichiarazioni di Giuseppe Conte. “Oggi abbiamo deciso di non presentare una rosa di nomi. In questo modo acceleriamo il dialogo con il centrodestra con l’impegno di trovare nelle prossime ore una soluzione condivisa” ha spiegato l’ex presidente del Consiglio e leader dei 5 Stelle. “L’Italia non ha tempo da perdere. Non è il momento del muro contro muro“, ha aggiunto Conte.

Ore 20:05 – I voti più strani a Presidente della Repubblica: “Ma chi sono?”

Ore 19:44 – “La proposta che facciamo è quella di chiuderci dentro una stanza e buttiamo via le chiavi: pane e acqua, fino a quando arriviamo a una soluzione, domani è il giorno chiave” ha dichiarato Enrico Letta, segretario del Pd, all’uscita da Montecitorio.

Ore 19:41 – Tanti i voti-burla della seconda giornata. Tra le preferenze per il Presidente della Repubblica compaiono Claudio Baglioni, Al Bano e Enrico Ruggieri. Un voto anche per Dino Zoff come ieri. E poi il conduttore Alberto Angela, Giorgio Agamben (il filosofo), e i conduttori Massimo Giletti e Cladio Sabelli Fioretti. Un voto anche per il comico Nino Frassica.

Ore 19:25 – “Nella giornata di domani proponiamo un incontro tra due delegazioni ristrette in cui porteremo le nostre proposte“. Lo afferma una nota congiunta di Giuseppe Conte, Enrico Letta e Roberto Speranza, al termine del vertice congiunto.

Ore 19:22 – Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio lascia Montecitorio e ai giornalisti si limita a dire un “sono ottimista“. Non è chiaro in merito a cosa.

Ore 19:20 – Mentre prosegue lo spoglio con la maggiorana delle schede bianche, Giuseppe Conte, Enrico Letta e Roberto Speranza bocciano i tre nomi avanzati dal centrodestra. “Prendiamo atto della terna formulata dal cdx che appare un passo in avanti, utile al dialogo. Pur rispettando le legittime scelte del centrodestra, non riteniamo che su quei nomi possa svilupparsi quella larga condivisione in questo momento necessario” fanno sapere al termine del vertice di centrosinistra. “Riconfermiamo la nostra volontà di giungere ad una soluzione condivisa su un nome super partes e per questo non contrapponiamo una nostra rosa di nomi”.

Ore 18:40 – Iniziato lo spoglio alla Camera dopo la seconda votazione. Molte le schede bianche annunciate dal presidente Roberto Fico. Il quorum richiesto è dei due terzi, pari a 673 voti.  Anche nella seconda giornata di votazioni compaiono voti per Sergio Mattarella, Pierluigi Bersani, Silvio Berlusconi, Giancarlo Giorgetti e Francesco Rutelli. Ma ci sono preferenze anche per il ‘senatùr’ Umberto Bossi, il premier Mario Draghi, Marco Cappato, Massimo D’Alema, Nicola Gratteri, Fulvio Abbate, Roberto Cassinelli, Claudio Lotito.

Ore 18:20 – Il patto tra Conte e Salvini: “Draghi resti premier”, Letta e il Pd furiosi

Ore 17:20 – Anche Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, chiude all’ipotesi Draghi al Quirinale: “Se abbiamo affidato a un timoniere questa nave in difficoltà, non ci sono le condizioni per fermare i motori e cambiare l’equipaggio. La nostra nave è ancora in difficoltà”. Sui tre nomi avanzati dal centrodestra commenta: “Rispettiamo proposte ma ci riserviamo di fare valutazioni”.

Ore 16:55 – Sempre nel corso della conferenza, Salvini ha voluto anche rimarcare come nei tre nomi proposti non ci sono “dirigenti di partito anche se ovviamente, e lo dico io, c’è qualcuno a questo tavolo che non avrebbe un titolo ma tantissimi per ambire a questa carica, a proposito di europeismo, atlantismo, dimestichezza con le diplomazie”.

Ore 16:45 – Nel corso della conferenza stampa, Giorgia Meloni ha ricordato che “gli ultimi 4 presidenti della Repubblica sono stati proposti dal centrosinistra, in un paese in cui si dice che la maggioranza sia di centrodestra. Rivendico rispetto da chi dice che qualsiasi proposta del centrodestra sarà respinta”. Poi aggiunge: “Sono molto soddisfatta della compattezza con cui il centrodestra sta affrontando questa prova. Crediamo sia nostra responsabilità cercare di fare un passo avanti con proposte concrete. Il centrodestra non ha i numeri per eleggere da solo il presidente, ma ha i numeri maggiori e ha il diritto di fare delle proposte e chiedere agli altri di esprimersi”.

Ore 16:33Tre nomi per la corsa al Quirinale. Sono quelli lanciati dal centrodestra nella conferenza stampa tenuta a Montecitorio. Matteo Salvini ha annunciato per la corsa al Quirinale l’ex presidente del Senato Marcello Pera, l’ex magistrato Carlo Nordio e l’attuale assessore regionale lombardo (ex sindaco di Milano ed ex ministro) Letizia Moratti.

Ore 16:20 – L’ex premier Matteo Renzi chiede di iniziare a tirare fuori i candidati: “Chi ha un candidato lo tiri fuori. Il centrodestra ha diritto di avanzare la candidatura. Ma questo non è uno show”. Poi suggerisce: “Spero che la presidenza inizi a far votare due volte al giorno perché c’è una crisi pesantissima in Ucraina, la crisi economica su energia e gas, regole assurde a scuola per la dad, almeno il Parlamento abbia la consapevolezza di quello che si sta giocando. Il mio è un appello a fare presto”.

Ore 15:15 – Arriverà dopo le 17 la risposta del centrosinistra sui ‘Quirinabili’. Pd, 5 Stelle e Leu attenderanno infatti la conferenza stampa di Salvini e soci in cui verrà avanzata la lista dei candidati per fare una controproposta.

Ore 14:30 – Matteo Salvini ribadisce il no al trasloco di Draghi da Palazzo Chigi al Quirinale. Il leader della Lega nei minuti che hanno preceduto l’avvio del vertice di coalizione ha riferito ai cronisti fuori Montecitorio che il premier “già lavora bene a Palazzo Chigi”, smarcandosi ancora una volta da tale ipotesi.

Salvini ha quindi confermato l’esclusione dalla ‘rosa’ dei candidati di Pier Ferdinando Casini e di Franco Frattini, attuale presidente del Consiglio di Stato ed ex ministro degli Esteri dei governi Berlusconi: “Nessuno lo ha ancora fatto eppure è stato già bocciato”. Quindi una sottolineatura ambigua: “I nomi che proporremo non hanno neanche una tessera di partito”, ha spiegato Salvini.

Ore 13:20 – Anche i leader del centrosinistra ‘allargato’, ovvero Enrico Letta, Giuseppe Conte e Roberto Speranza, si incontreranno nel pomeriggio per fare il punto della situazione. Un vertice fissato alle 15, quando inizierà anche la seconda giornata di voto nell’Aula della Camera.

Da 5 Stelle, Partito Democratico e Leu l’indicazione è ancora quella di confermare la scheda bianca.

Ore 12:50 – Il vertice del centrodestra è stato anticipato di mezz’ora: si terrà infatti alle 14:30, con la conferenza stampa che verrà svolta alla Camera alle 16.

Ore 12:30 – Appare ormai fuori dai giochi la candidatura al Colle di Franco Frattini. Le quotazioni dell’ex ministro degli Esteri di Berlusconi, attuale presidente del Consiglio di Stato, erano date in forte rialzo anche per una probabile convergenza sul suo nome di Salvini e Conte.

Una proposta su cui però hanno fatto muro Italia Viva e Partito Democratico. Colpa delle posizioni filorusse di Frattini mentre in Ucraina si sta infiammando lo scontro tra Mosca e i Paesi della Nato. Opinione condivisa di Enrico Letta e Matteo Renzi è che in una fase delicata per la crisi Ucraina serva un profilo di presidente della Repubblica “europeista e atlantista”.

Ore 11:40 – L’accordo tra i partiti su un nome condiviso per il Colle appare lontano. Il centrodestra si riunirà alle 15 per un vertice in cui verranno fuori i candidati da proporre alle altre forze in Parlamento: secondo l’Agi ci saranno Letizia Moratti, Marcello Pera, Maria Elisabetta Casellati e Carlo Nordio (fuori dunque Frattini e Casini). I nomi verranno poi ufficializzati in una conferenza stampa convocata alle 16:30 alla Camera.

Dal Nazareno però fonti Pd rilanciano e annunciano un ‘no’ certo a figure come lo stesso Pera, Casellati o simili.

Ore 10:30 – In mattinata la Lega prova a smorzare gli animi e i retroscena sulle trattative tra Matteo Salvini e Mario Draghi su “un presunto rimpasto”, ovvero sulla trattativa in contemporanea su Palazzo Chigi e Quirinale.

“Non è in corso alcuna trattativa tra il senatore Matteo Salvini e il presidente del Consiglio Mario Draghi a proposito di un presunto rimpasto”, spiega infatti in una nota la Lega. “È infondato e irrispettoso per il senatore Salvini e per il presidente Draghi immaginare che in questa fase, anziché discutere di temi reali, siano impegnati a parlare di equilibri di governo”.

Ore 09:45Pier Ferdinando Casini, tra i candidati alla presidenza della Repubblica, si riscopre improvvisamente social. Su Instagram ha pubblicato una foto da giovanissimo (quando guidava i giovani Democratici Cristiani) con la didascalia: “La passione politica e’ la mia vita!!”.

Ore 8:35 – Secondo Matteo Renzi l’Italia “avrà un nuovo presidente della Repubblica “non oltre giovedì o venerdì”. In una intervista a Il Messaggero, il leader di Italia viva ritiene che il Presidente sia “l’arbitro imparziale della politica interna per sette anni ma anche un presidente credibile in politica estera: le tensioni tra Russia e Ucraina, le sfide globali tra Stati Uniti e Cina, la crisi della Nato richiedono che il nuovo inquilino del Quirinale sia un leader forte, garante del patto atlantico e dal marcato profilo europeista. Si tratta di raccogliere anche su questo l’eredita’ di tre grandi presidenti quali Ciampi, Napolitano e Mattarella”. Renzi lancia “un appello alla serietà: non perdiamo altro tempo. La crisi geopolitica, la pandemia, l’inflazione, il costo delle bollette e delle materie prime chiedono alla politica di non buttare altro tempo”. Per Renzi c’è “sola una ipotesi in campo: Draghi al Quirinale con un grande accordo politico. L’altra no. L’idea di perdere Draghi anche come premier infatti non sta in piedi: può lasciare Chigi solo per un trasloco istituzionale. Altrimenti si scelga un uomo o una donna di equilibrio per la funzione di Capo dello Stato lasciando a Draghi la responsabilita’ di governo per l’anno e mezzo che ancora ci manca”. “Di tutte le possibilità – conclude – l’unica che non esiste e’ che Draghi se ne vada da tutto“.

03:30 – Attesa per le proposte del centrodestra promesse da due giorni a questa parte dal leader della Lega Matteo Salvini. L’ex numero uno del Viminale ha ribadito: “Sto lavorando perché nelle prossime ore il centrodestra unito offra non una ma diverse proposte di qualità, donne e uomini di alto profilo istituzionale e culturale, su cui contiamo ci sia una discussione priva di veti e pregiudizi, che gli italiani non meritano in un momento così delicato dal punto di vista economico e sociale”.

02:30 – La strategia di Draghi dopo i colloqui con Salvini, Letta e Conte. E spunta l’ipotesi Di Maio premier.

00:30 – Elezioni presidente Repubblica, tutte le preferenze dopo primo scrutinio: da Amadeus a Lotito a Signorini

(Articolo in aggiornamento)

Redazione