Il segretario del Partito Democratico Enrico Letta ha previsto lo sblocco della situazione tra martedì e mercoledì. Altri scrivono tra la quarta e la settima chiama, e quindi un po’ più in là. Le trattative sono nel vivo, febbrili in queste ore, per eleggere il prossimo Presidente della Repubblica. La situazione sembra allo stallo e si prevede una prima seduta ricca di schede bianche. Per cominciare a contarsi nei partiti e nelle coalizioni.

Dopo la rinuncia di Silvio Berlusconi, ieri ricoverato in ospedale al San Raffaele di Milano, il centrodestra è alle prese con la rosa invocata a più riprese dal segretario della Lega Matteo Salvini. Berlusconi aveva sbarrato la porta al Presidente del Consiglio Mario Draghi. Salvini ha ribadito: togliere il premier da Palazzo Chigi è pericoloso in questo momento. Non è una proposta del centrodestra neanche Pier Ferdinando Casini secondo Salvini. “Ci sono nomi di spessore, di uomini e donne, li faremo nelle prossime ore, sta raccogliendo proposte, e non sarà un nome imposto e proposto, ma due, tre, quattro. Io spero che da sinistra non arrivino solo no, perché l’Italia merita una scelta veloce e condivisa, non merita confusione”.

Salvini se l’era presa anche con Letta insomma: “Spiace che da Letta arrivino dei no pregiudiziali”. Dal centrosinistra era stata avanzata la candidatura di Andrea Riccardi, il fondatore della Comunità di Sant’Egidio. Poca presa. Letta ha chiesto una presa di posizione chiara su Draghi – “Ha rappresentato per l’Italia una straordinaria risorsa e il compito di tutti noi è di preservarlo” – e ha lasciato la porta aperta a Mattarella – “Darebbe il massimo, la soluzione ideale e perfetta” – che invece l’ha ripetutamente chiusa, in questi mesi, a un secondo mandato. Dagospia riporta che se alla quarta votazione Mattarella non dovesse raccogliere almeno il 70% dei voti, non accetterà un secondo mandato.

Il Corriere della Sera scrive intanto di un Giuseppe Conte tagliato fuori dal Movimento 5 Stelle: “il trio Di Maio-Fico-Grillo ha deciso di sostenere il premier in opposizione all’ex presidente della Camera” Casini.  Matteo Renzi invece boccia Riccardi e considera sia la pista Casini che quella Draghi. Alla vigilia del voto il fondatore dell’Udc sembra favorito nella corsa, come scrive anche Il Giornale. Tutti chiedono invece al Presidente del Consiglio “un’iniziativa politica” per il Colle. Per La Repubblica la trattiva che potrebbe sbloccare tutto è Elisabetta Belloni, prima donna a capo dell’intelligence, Presidente del Consiglio e Draghi al Quirinale. Sarebbe la prima donna a Palazzo Chigi e il primo capo dell’intelligence a guidare un governo.

L’attuale direttrice generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza – che pure era stata data in corsa per il Colle – è stata segretario generale della Farnesina e alla direzione dell’unità di crisi del ministero. Sarebbe considerata una personalità trasversale, capace di convogliare consensi da Fratelli d’Italia alla Lega al Movimento 5 Stelle. È stata portata a capo del Dis da Draghi. Considerato ancora in corsa anche Giuliano Amato. Carlo Calenda, leader di Azione ed ex ministro, sembra l’uomo dalle idee più chiare: “PD-5S ‘ragionano su Riccardi’; Renzi ‘ragiona su Casini’; La destra, dopo il ritiro di Berlusconi, non ragiona. Eppure c’è una figura perfetta per il ruolo di PdR. È stata Presidente della Corte ed è Ministro della giustizia; è persona equilibrata e sopra le parti: Marta Cartabia”. Secondo diversi osservatori l’incontro di oggi tra Letta e Salvini potrebbe essere decisivo.

Giornalista. Ha studiato Scienze della Comunicazione. Specializzazione in editoria. Scrive principalmente di cronaca, spettacoli e sport occasionalmente. Appassionato di televisione e teatro.