Il 9 dicembre è partita la grande campagna vaccinale in Gran Bretagna. Nel primo giorno in cui il primo Paese al mondo ha avviato i vaccini, sono balzati alle cronache due casi di allergie al vaccino. Una reazione non grave che ha colpito due operatori sanitari 40enni che ha spinto l’autorità britannica dei farmaci, il Mhra, a raccomandare di non sottoporre a vaccinazione chi abbia “una significativa storia clinica” di allergie alle spalle. Ma la Pfizer rassicura che la somministrazione su alcune migliaia di persone, è stato “ben tollerato” durante la sperimentazione e non è al centro di alcuna “preoccupazione seria di sicurezza”.

“Non voglio pregiudicare il lavoro dei nostri esperti sui vaccini di Pfizer e Moderna, ma posso anticipare che la visione preliminare dei dati che abbiamo ricevuto il primo dicembre è positiva per quanto riguarda efficacia e sicurezza”. Lo afferma la direttrice dell’Ema, Emer Cooke, in un’intervista a Repubblica e ad altri quotidiani internazionali in cui annuncia: “Probabilmente ci esprimeremo il 29 dicembre per Pfizer e il 12 gennaio per Moderna”.

“Dobbiamo ancora controllare la qualità della catena di produzione e la capacità delle aziende di preparare il rimedio su larga scala. Su questi aspetti i nostri esperti hanno domandato informazioni addizionali, così come abbiamo chiesto ulteriori dettagli sulla sicurezza. È uno scambio di informazioni costante, che svolgiamo su base giornaliera”, spiega Cooke, che assicura: “In Europa il processo di autorizzazione è indipendente, non ci sentiamo sotto pressione politica. La pressione semmai è scientifica perché vogliamo essere certi di fare il meglio per i cittadini”. In merito a possibili effetti collaterali, “con l’autorizzazione predisporremo misure stringenti di monitoraggio su tutta la popolazione, inclusi gli anziani”, sottolinea Cooke.

Il vaccino AZD1222, sviluppato da AstraZeneca e dall’Università di Oxford, ha mostrato di avere un’efficacia del 62,1% se somministrato in due dosi intere, e del 90% nei volontari che hanno ricevuto mezza dose seguita da una dose intera. È quanto emerge dall’analisi provvisoria degli studi di fase III, pubblicata sulla rivista Lancet. Il vaccino è risultato efficace nel prevenire la malattia Covid-19, senza casi gravi e senza ricoveri oltre 21 giorni dopo la prima iniezione.

Rassicurazioni arrivano anche dal viceministro della Salute Pierpaolo Sileri: “Reazioni allergiche al vaccino? Non è una novità, è un qualcosa che accade anche con gli antibiotici. I casi riscontrati in UK sono stati trattati puntualmente senza alcun esito, è chiaro che va monitorata la situazione, ma rappresenta lo standard, non c’è nulla di nuovo”, ha detto alla trasmissione ‘L’Italia s’è desta’, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus. “200 milioni di dosi di vaccino? Le dosi sono due e poi serviranno anche nei mesi successivi, non sappiamo quanto durerà l’immunità e per alcuni soggetti potrebbe servire un ulteriore richiamo, è stato quindi necessario avere un margine un po’ più ampio. Noi abbiamo un diritto di prelazione sul 13,5% di dosi che arriveranno all’Europa. Le dosi sono due e poi serviranno anche nei mesi successivi, non sappiamo quanto durerà l’immunità e per alcuni soggetti potrebbe servire un ulteriore richiamo, è stato quindi necessario avere un margine un po’ più ampio”.