Non è riuscito il blitz tentato in commissione Affari costituzionali della Camera da parte di Lega e Fratelli d’Italia per bloccare il referendum sulla cannabis. Il Carroccio e il partito della Meloni avevano infatti presentato un emendamento che mirava ad eliminare la proroga delle firme per il referendum sulla Cannabis fino al 31 ottobre, anche per chi aveva depositato il quesito (causa limitazioni Covid) dopo il mese di giugno.

Una norma che venne votata in Cdm da tutti i ministri tranne quelli leghisti.

Pesanti le parole utilizzate da Igor Iezzi, capogruppo leghista in Commissione, contro il referendum definito “truffa” sulle “droghe leggere e pesanti”. Per Iezzi la colpa è anche dell’esecutivo Draghi che in Consiglio dei ministri “si è così schierato al fianco di un referendum truffa, che meschinamente parla di Cannabis quando in realtà si occupa per la maggior parte di droghe pesanti. Se alcuni partiti della maggioranza vogliono legalizzare la cocaina lo dicano chiaramente. Noi siamo e saremo sempre contrari. Anche in caso di bocciatura da parte della Commissione, ripresenteremo il nostro emendamento anche in aula: come insegna la storia recente, la pazienza viene ripagata”.

Può invece esultare Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni e componente del Comitato promotore del referendum Cannabis legale, che su Twitter esprime soddisfazione per il respingimento in Commissione del tentativo di sabotare il referendum: “L’emendamento porcata di Lega e FdI per impedire il Referendum Cannabis e’ stato bocciato in Commissione. Bene! Occhio che lo ripresenteranno in aula”.

“La gravità dell’iniziativa parlamentare leghista che abbiamo sventato stasera sta nel fatto che era diretta contro i diritti politici dei cittadini e contro la credibilità del governo che aveva emanato il decreto”, aggiunge il deputato di +Europa Riccardo Magi.

Redazione