Sarà possibile guidare ‘strafatti’, si diffonderanno i ‘buchi nel cervello’ e ci sarà il via libera alla ‘cultura dello sballo’. Queste sono solo alcune delle bufale e false credenze che circolano sulla cannabis e di conseguenza sul Referendum, per cui lo scorso 28 ottobre sono state depositate 630 mila firme in Cassazione.

Il Comitato promotore- costituito da Associazione Luca Coscioni, Meglio Legale, +Europa, Fuoriluogo, Società della ragione, Radicali Italiani e diversi altri partiti e associazioni- ha così deciso di stilare un decalogo delle fake news più frequenti e la loro smentita tramite studi e numeri, per rispondere in modo deciso a chi vuole bloccare la consultazione.

1) “La legalizzazione non ridurrà il mercato delle mafie”

Falso. Nella Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia 2021 viene illustrato come il mercato delle sostanze stupefacenti, gestito dalla criminalità organizzata, riesca a muovere attività economiche del valore di 16,2 miliardi di euro, di cui 6,3 miliardi ottenuti solo dalla cannabis. Il narcotraffico è “il bancomat delle mafie”. Da qui, la dimostrazione della legalità come l’unica arma per combattere le mafie e perseguire i reati più gravi e le droghe più pericolose.

2) “Non esistono droghe leggere e droghe pesanti”

Falso. La letteratura scientifica internazionale- sottolinea il Comitato promotore del Referendum per la Cannabis legale- riconosce la minore pericolosità della cannabis rispetto non solo ad altre sostanze, ma anche all’alcol o alla nicotina. Non è un caso che a dicembre 2020 le Nazioni Unite abbiano approvato una raccomandazione dell’Organizzazione mondiale della sanità che ne riconosce l’uso terapeutico e scientifico. 

3) “La cannabis è una droga di passaggio”

Falso. Fare uso di cannabis non significa necessariamente passare ad altre droghe. E non lo sostiene (solo) il Comitato, bensì vari studi scientifici che hanno dimostrato come in realtà l’utilizzo di cannabis sia inversamente correlato all’utilizzo di altre sostanze stupefacenti, ad esempio cocaina ed eroina.  Anzi, può essere utile per uscirne. “Sono gli spacciatori l’unico legame che unisce i cittadini alle droghe pesanti per motivi chiaramente redditizi” si legge sul sito che promuove il Referendum. Con la legalizzazione questo legame non esisterebbe più.

4) “La legalizzazione aumenterà il consumo dei giovani”

Falso. Basta prendere l’esempio del Colorado, primo stato USA a legalizzare la cannabis nel 2012. Da allora si è verificata una costante diminuzione del consumo tra i giovani. Stesso scenario in Canada, dove la cannabis è stata legalizzata nel 2018, e in Portogallo, stato europeo con la percentuale più bassa di consumatori: il 14%. Qui l’uso di ogni sostanza è stato decriminalizzato nel 2001, seguendo una politica di intervento sociale, piuttosto che di repressione. La legalizzazione, ancora una volta, si è dimostrata efficace per allontanare i ragazzi dal consumo di sostanze.

5 ) “Ci saranno molti costi sanitari”

Falso. La cannabis delle mafie è di pessima qualità e contaminata da altre sostanze nocive per la salute: ad esempio lacca, lana di vetro e piombo. Piuttosto, sapere cosa si usa e cosa contiene permetterebbero un uso più consapevole. Parlando poi di costi, il Comitato pone l’attenzione su un dato: il 40% dei detenuti è tossicodipendente, in una struttura detentiva e non di riabilitazione, con costi per i cittadini.

6) “Il referendum promuove la cultura dello sballo”

Falso. Al contrario, un controllo del fenomeno consentirebbe di poter fornire informazioni e anche illustrare i danni collaterali, sottolineano dal Comitato. Perché il consumo di cannabis esiste e non si può far finta di niente, ma va affrontato con ‘pragmatismo e responsabilità’.

7) “Si potrà guidare strafatti”

Falso. Infatti, se dovesse vincere il ‘sì’, non sarà più prevista la sospensione della patente come sanzione amministrativa per chi detiene una piccola quantità di sostanza stupefacente a uso personale. La guida in stato di alterazione psico-fisica dovuta all’uso di cannabis continuerebbe comunque ad essere sanzionata penalmente secondo l’art. 187 del Codice della Strada.

8) “La cannabis crea buchi nel cervello”

Falso.La cannabis ha effetti psico-attivi, soprattutto dovuti alla presenza del THC, ma questi ‘buchi’ non sono mai stati dimostrati scientificamente. 

9) “Si legalizzano anche le droghe pesanti”

Falso. Il referendum riguarda solo la cannabis, l’unica sostanza che non richiede ulteriori passaggi prima di essere consumata, al contrario di altre sostanze stupefacenti per cui restano le sanzioni.

10) “La cannabis di oggi è 10, 15, 20 volte più potente che negli anni Sessanta”

Falso. Oggi, grazie alla coltivazione indoor e la selezione genetica, la cannabis può avere una concentrazione più alta di THC, si legge sul sito, ma non riguarda tutta quella che circola e non è di decine di volte superiore rispetto al passato. Questa teoria, già diffusa negli anni Ottanta, secondo il Comitato si basa sul paragone fatto tra pochi campioni sequestrati dalla DEA negli anni Settanta e quelli raccolti dagli anni Ottanta, più numerosi e quindi affidabili.

Redazione