I dati sull’andamento dell’epidemia di Coronavirus continuano a preoccupare: l’esplodere dei contagi in Italia, dovuti alla combinazione di variante Delta e Omicron, sta provocando infatti sempre più difficoltà per la tenuta del sistema sanitario in alcuni Regioni dove il virus ‘corre’ più forte.

A testimoniarli sono gli ultimi dati pubblicati dall’Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, nel suo consueto monitoraggio. A livello nazionale le terapie intensive sono occupate ormai al 17% da pazienti Covid, mentre nei reparti ordinari il numero crescete al 26%, salendo di due punti in sole 24 ore.

CHI RISCHIA L’ARANCIONE – Alla luce dei dati attuali venerdì 14 gennaio, quando il ministero della Salute deciderà in base ai numeri di emettere nuove ordinanze, sono almeno tre le Regione che rischiano seriamente di passare in zona arancione.

Per entrare in arancione, va ricordato, devono essere destinati ai malati Covid almeno il 30% dei letti ordinari e il 20% di quelli di terapia intensiva.

Secondo Agenas con i dati del 10 gennaio ci sono già due Regioni che rientrano in questa casistica: si tratta di Liguria (al 39% dell’occupazione dei letti ordinari e al 20% delle intensive) e del Piemonte (32% e 22 per cento). In bilico una terza Regione, la Calabria, che ha il 18% di occupazione in terapia intensiva e il 36 per cento nei reparti ordinari.

Vicine a sforare i due parametri sono anche il Friuli Venezia Giulia (23% in terapia intensiva e 28% in reparti ordinari) e la Valle d’Aosta (18% e 46%)

I DATI DALLE REGIONI – A livello giornaliero la percentuale dei posti in terapia intensiva occupato da pazienti Covid sale in sei regioni: Friuli Venezia Giulia (23%), Marche (22%), provincia autonoma Trento (30%), Puglia (9%), Sardegna (13%), Sicilia (17%).

Il tasso è invece in calo in Abruzzo (14%), Liguria (20%), PA Bolzano (18%), Piemonte (22%), Umbria (13%), Veneto (20%). Stabile in Calabria (18%) Campania (11%), Emilia Romagna (17%), Lazio (21%), Lombardia (16%), Toscana (20%), Valle d’Aosta (18%) e, sotto il 10%, anche in Basilicata (3%) e Molise (5%).

Quanto ai ricoveri in area non critica, crescono in Abruzzo del 2% (24%), in Basilicata dell’1% (20%), in Calabria resta stabile al 36%, cresce del 2% in Campania (25%), così come in Emilia-Romagna (23%), in Friuli Venezia Giulia dell’1% (28%), nel Lazio dell’1% (24%), in Liguria cresce del 3% (39%), in Lombardia dell’1% (29%), nelle Marche resta stabile al 25%, stabile anche in Molise al 16%, nella provincia autonoma di Bolzano al 16%, nella provincia di Trento cresce dell’1% (21%), in Piemonte del 2% (32%), in Puglia è stabile al 16%, in Sardegna resta stabile al 12%, in Sicilia cresce dell’1% (31%), in Toscana dell’1% (22%), in Umbria dell’1% (31%), la Valle d’Aosta con l’ultimo +1% registra la percentuale più alta di ricoveri in area non critica con il 46%, in Veneto si registra il +1% (24%).

COSA CAMBIA IN ZONA ARANCIONE – In zona arancione sono sempre consentiti gli spostamenti all’interno del proprio Comune, mentre gli spostamenti verso altri Comuni della stessa Regione e verso altre Regioni sono consentiti a chi non ha il Green Pass solo per ragioni di necessità, da motivare mediante autocertificazione.

Chi possiede il Green Pass base e quello rafforzato, invece, può muoversi liberamente all’interno e fuori dalla Regione. Fa eccezione la regola sugli spostamenti da Comuni di massimo 5mila abitanti verso altri Comuni entro 30km, eccetto i capoluoghi di provincia: in questo caso lo spostamento è consentito per tutti. Il servizio di scuolabus è regolarmente garantito a tutti.

Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.