Da qualche settimana seguo con amarezza le notizie che si susseguono sulla stampa a proposito di veri o presunti contrasti tra la famiglia Berlusconi ed il segretario nazionale di FI Tajani. L’amarezza deriva dalla considerazione che questo spettacolo, il più delle volte forzato dai media, non sia utile a nessuno. Forza Italia è seduta su un tesoro elettorale che aspetta solo di essere raccolto: e per fare questo serve condivisione, merito e compattezza. Il Presidente Berlusconi ha lasciato un immenso patrimonio che merita di essere consolidato e allargato. Per fare ciò, in assenza di una personalità munita del carisma, autorevolezza ed empatia del fondatore, è necessario mettere in campo le migliori risorse del partito. Il cambiamento della guida dei Gruppi Parlamentari deve essere letto come atto necessario in questo percorso e non come affronto all’attuale leadership del Partito.

Il prossimo passo, a mio avviso, dovrà essere quello di spegnere i fuochi all’interno di alcune Regioni dove qualcuno ha ritenuto di poter fare il bello e cattivo tempo indipendentemente dai risultati raggiunti sul campo. Se davvero si vuole aprire una stagione congressuale, si abbia il coraggio di estendere a tutti, iscritti e non, ponendo la condizione (per esercitare il voto) della sottoscrizione del manifesto dei valori di FI ed il versamento di una quota associativa. Questo servirebbe a mobilitare non solo gli iscritti (per la verità sproporzionati rispetto a quanto viene assegnato dai sondaggi a FI) ma l’intero popolo di Forza Italia. Diversamente è necessario ricorrere a figure non usurate politicamente: mi vengono in mente i nomi di Mulè, Bergamini, Cattaneo, Occhiuto. Ma la lista potrebbe essere più lunga.

Questa operazione non dovrebbe mettere in discussione il Segretario Nazionale, ma solo aiutarlo a rivitalizzare il Partito. Fare il Vice Premier, il Ministro degli Esteri (soprattutto oggi) ed il segretario di un grande partito non è cosa di poco conto e necessita di avere a fianco non sodali fedeli ma cavalli di razza. Le elezioni saranno tra un anno e pare si vada verso la riscrittura della legge elettorale in un sistema proporzionale con preferenze: nelle liste, allora, ci sarà bisogno di gente radicata sul territorio e non di persone senza meriti elettorali. Con la creazione del “Campo Largo” a sinistra, la partita diventa contendibile e la differenza si farà “Al Centro” dove F.I. potrà essere determinante: se smetterà di litigare al suo interno e metterà in pratica gli insegnamenti di Silvio Berlusconi. Se non si è capito non ci sono più per nessuno rendite di posizione.

Luigi Vitali

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