“Oggi pomeriggio rientreranno in patria i militari italiani feriti in Iraq nell’attentato rivendicato dal Daesh. Esprimo la mia personale vicinanza e quella del governo ai militari coinvolti ed a tutti gli uomini e le donne in uniforme che all’estero rischiano la vita per garantire la nostra sicurezza”. Queste le parole che si leggono nel comunicato ufficiale diffuso dal ministro degli Esteri Luigi di Maio, il quale ha continuando affermando che “anche loro sono i nostri eroi e dobbiamo ringraziarli”. Il portavoce della Farnesina ha spiegato che intorno alle 15.30 lascerà il palazzo di Montecitorio per raggiungere i cinque soldati feriti insieme al ministro della Difesa Lorenzo Guerini.

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L’ATTENTATO – Il 10 novembre scorso l’esplosione di un ordigno artificiale in Iraq, poi rivendicato dall’Isis, ha provocato il grave ferimento di cinque militari italiani. La deflagrazione è avvenuta vicino Kirkuk mentre passava un team misto di Forze Speciali italiane in Iraq che stava svolgendo attività di mentoring and training a beneficio delle forze di sicurezza irachene impegnate nella lotta al Daeshed era di ritorno nella base nel Kurdistan iracheno. I soldati nella giornata di ieri sono stati trasferiti presso l’ospedale della base NATO di Ramstein, in Germania per poi fare ritorno in Italia tra qualche ora.

 

LE AMPUTAZIONI – L’esplosione di un ordigno artigianale ha però provocato gravi conseguenze per due dei cinque militari coinvolti. Secondo quanto apprende l’Adnkronos da fonti dello Stato Maggiore della Difesa, due militari hanno subito amputazioni a causa delle gravi ferite riportate. A un militare dell’Esercito è stata amputata la gamba sopra al ginocchio, mentre un militare della Marina ha subìto l’amputazione di parte del piede.

GLI ALTRI TRE FERITI – Un terzo militare ha riportato diversi traumi interni con alcuni versamenti e qualche costola rotta, ma le sue condizioni sono stabili. Un quarto militare dell’Esercito ha subito traumi importanti ma meno rilevanti degli altri e le sue condizioni non destano preoccupazione. Un quinto, infine, militare della Marina, ha riportato nell’attacco diverse fratture ed è sottoposto a trattamento proprio perché i medici stanno provando a evitare rischi di amputazione.