“Mio figlio è scappato dalla comunità. Io voglio sapere come è possibile che chi lavora nella comunità abbia fatto scappare mio figlio. A chi stavate guardando? Voglio mio figlio a casa. Voglio sapere dove sta”. Così in una diretta su TikTok, Rita De Crescenzo ha condiviso con i suoi follower una sua grande preoccupazione: suo figlio Checco, 14enne, le è stato tolto dai servizi sociali il 30 luglio scorso per essere trasferito in una comunità nella zona di Battipaglia da cui pochi giorni dopo è scappato.

In altri video successivi la donna ha raccontato di aver ricevuto una telefonata dal figlio che le diceva di stare bene. Ma la preoccupazione per lei è grande. A chi l’accusa di aver aiutato il figlio nella sua fuga spiega che persone a lei vicino sono andati a cercarlo come avrebbe fatto qualsiasi mamma, “che avrei dovuto fare?”. Il figlio resta per il momento lontano dalla comunità e da casa ma la mamma dice di avere sue notizie e che sta bene.

Già nei giorni scorsi Rita De Crescenzo aveva condiviso con i suoi follower il suo grande dolore del figlio portato in una comunità. “Mio figlio stava in mano ai servizi sociali perché non andava a scuola e perché io tempo fa ho fatto delle pazzarie, lo sapete, sono stata chiusa nei manicomi, le carcerazioni, e per questo stavamo in mano ai servizi sociali – ha spiegato – Ho sottovalutato la situazione, ho torto, ho torto assai. Ma lo sapete intorno a me, con la mia ignoranza, nessuno mi ha mai portato sulla retta via. Io ancora devo guarire perfettamente, sono ancora un vaso rotto, mi devo perfezionare piano piano. E devo affrontare anche questa situazione. Checco non andava a scuola, mi faceva passare di tutto e di più. Così sono arrivati i servizi sociali e lo hanno portato in una comunità per il recupero, per la scuola. Io ora dovrò recuperare tutto, ho sottovalutato la situazione, la colpa è mia. Ho pensato a cantare, a TikTok, ma io non credevo che andasse a finire così”.

Nei primi giorni la mamma era addolorata per la lontananza del figlio ma tranquilla del fatto che stesse in buone mani. “Checco sta la sta bene, ci chiama, ci tiene informati di tutto quello che sta facendo – ha detto in un video – Mi prendo tutte le responsabilità, ho messo gli avvocati, il primo provvedimento sono io, devo fare un percorso. Checco ha 14 anni ed è cardiopatico però sta in una struttura sistemata”. Aveva parlato anche del dispiacere che le colpe della mamma ricadessero sul figlio: “In passato ho fatto molti errori, ora mio figlio ne sta pagando le conseguenze. Io pensavo che gli assistenti sociali vedessero che la mia vita era cambiata”.

Con il passare delle ore però la nostalgia, la preoccupazione e la rabbia per quanto avvenuto cominciavano a crescere: “Vi chiedo di aiutarmi. Su di me c’è un grosso accanimento. Mio figlio ha 14 anni, è cardiopatico, per una terza media non era possibile fare tutto questo. Per i problemi miei e di mio marito ci è andato il ragazzo di mezzo. Siete con me se organizzo una grande manifestazione?”. Poi la preoccupazione perché il figlio iniziava a raccontare alla mamma di non trovarsi a suo agio nella comunità. “Mio figlio è in una brutta situazione, non socializza con nessuno – raccontava – Sta su una montagna al buio in mezzo all’erba, senza aria condizionata e televisione in camera, non sta tanto bene. Sta cominciando ad avere disturbi psicologici. Aiutatemi”. Non è chiaro cosa sia successo, poi subito dopo, l’annuncio della fuga del figlio dalla comunità che ora continuerebbe a nascondersi in compagnia degli amici.

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.