Oltre mille procedure di rilascio (o sfratto) rimaste in sospeso a Roma nel corso del 2020 a causa dell’emergenza Covid; altre 3.500 sono le richieste di nuove esecuzioni per immobili sia di tipo abitativo che commerciale o di altro genere: in tutto, una lista di circa 4.500 sgomberi che, a breve, dovranno essere programmati. Una situazione delicata e complessa su cui il prefetto di Roma Matteo Piantedosi ha posto la massima attenzione e, per questo, stamattina ha organizzato un tavolo di lavoro al quale hanno preso parte il presidente di corte di Appello Giuseppe Meliadò, il dirigente dell’Ufficio notifiche esecuzioni e protesti (Unep), la Regione Lazio con la presenza dell’assessore alle politiche abitative Massimiliano Valeriani, il comune di Roma con il vice capo di gabinetto con delega alla Sicurezza Marco Cardilli, i rappresentanti di carabinieri e della questura. Il prefetto ha inteso instaurare un gruppo di lavoro per affrontare il momento della ripresa delle esecuzioni degli sfratti mantenendo ferma la posizione sui due profili più marcati della vicenda: da un lato il diritto di proprietà e dall’altro il supporto alle eventuali fragilità sociali presenti negli immobili, con posizioni di difficoltà acuite dalla pandemia.

Sofia Unica