Un piano architettato fin nei minimi dettagli, che a una lettura superficiale appare anche innocuo: “Sali amò, papà sta dormendo. Appena hai finito vieni da me e ce ne andiamo”. Sono i messaggi che Elena Gioia invia al suo fidanzato, Giovanni Limata, per avvertirlo che l’agguato verso suo padre Aldo poteva finalmente compiersi. Giovanni lo ha ucciso venerdì scorso, con 14 coltellate, dopo essere riuscito a entrare in casa dalla porta, lasciata aperta di proposito da Elena: “Scendo a buttare la spazzatura, così non desto sospetti né nulla, poi mi prendo a Milly (il cane, ndr) e mi chiudo in camera, quando hai finito ce ne andiamo”.

Tutto organizzato anche per la fuga, a poche ore dall’omicidio. Negli zaini, poi ritrovati dagli investigatori, anche un paio di costumi da bagno. E ancora, la preoccupazione per la batteria del cellulare: “Se si scarica a entrambi saremo nei guai perché dovremmo aspettare la mattina dopo per lasciare Avellino, non avremmo come chiamare”.

Un passaggio chiave, poi, il messaggio inviato intorno alle 21.10, poco più di un’ora prima del crimine: “Amo’ no mia sorella non può rimanere, capisci meglio cosa intendo per favore”, scrive Elena a Giovanni, che le risponde: “Anche lei, hai deciso?”, e Elena: “Ho deciso, non deve rimanere nessuno”.

“Dai messaggi di testo che i due si sono scambiati si desume il loro fermo proposito di uccidere il padre di lei”, si trova scritto nell’ordinanza di custodia cautelare. Ma il piano complessivo prevedeva lo sterminio dell’intera famiglia Gioia. Le altre donne di casa, la madre Liana Ferrajuolo e la sorella Emilia, riescono a salvarsi. Limata scappa, e gli inquirenti stanno cercando di capire se una ragazza lo abbia accompagnato a casa, dove è stato poi ritrovato dalle forze dell’ordine.

Ieri intanto si sono svolti i funerali nella parrocchia San Ciro di Avellino. Presenti i colleghi di Aldo, Liana ed Emilia che cercano di evitare i fotografi, e le amiche di Elena, adolescenti come lei, visibilmente scosse. Una di loro ha confidato ai cronisti: “Da qualche mese non era più la stessa, di sicuro è stata plagiata, le è successo qualcosa”.

Napoletano, Giornalista praticante, nato nel ’95. Ha collaborato con Fanpage e Avvenire. Laureato in lingue, parla molto bene in inglese e molto male in tedesco. Un master in giornalismo alla Lumsa di Roma. Ex arbitro di calcio. Ossessionato dall'ordine. Appassionato in ordine sparso di politica, Lego, arte, calcio e Simpson.