E’ la più grande battaglia legale che il mondo dell’arte abbia mai visto. Ormai dura da anni la lotta legale che un oligarca russo ha iniziato contro un mercante d’arte svizzero.

Dmitry Rybolovlev è fortemente convinto da sei anni che Yves Bouvier l’ha derubato avendogli venduto capolavori multimilionari falsi. La truffa è di 1 miliardo di dollari che Rybolovlev ha speso per comprare 38 opere d’arte. Il tortuoso imbroglio coinvolge anche alcune delle opere d’arte più inestimabili e controverse, tra cui l’acquisto nel 2013 di quello che oggi è il dipinto più costoso ed enigmatico del mondo: il “Salvator Mundi“. L’opera è considerata da alcuni esperti e critici d’arte il capolavoro di Leonardo da Vinci ma tutt’oggi ci sono alcuni dibattiti sulla sua autenticità. Bouvier sul Salvator Mundi ha fatto un markup di oltre il 50%.

Dopo ben sei anni di cause legali, il mondo d’arte gira ancora sul caso Bouvier-Rybolovlev meglio conosciuto come “The Bouvier Affair“. La faida ha appena avuto una svolta. Ovvero Bouvier ha detto in un’intervista alla CNN che anche lui ora si sta preparando per affrontare Rybolovlev in aula siccome lo sta citando per una causa di danni all’azienda. Il risarcimento dovrebbe essere di miliardi di dollari. Rybolovlev a febbraio ha anche intrapreso un’azione legale a Singapore che, secondo Bouvier, ha finito di rovinare la sua attività e la sua reputazione.

Negli ultimi sei anni, Bouvier ha respinto azioni legali a Monaco, Singapore e Hong Kong. E’ invece ancora in corso una causa da 380 milioni di dollari a New York, lanciata da Rybolovlev contro la casa d’asta Sotheby’s. Rybolovlev sostiene che la casa d’asta ha aiutato Bouvier a “gonfiare i suoi prezzi” di vendita.  Questo contenzioso è tornato di dominio pubblico il 7 maggio, quando il team legale di Rybolovlev ha modificato la sua denuncia per la prima volta in due anni per includere la vendita di un ulteriore dipinto di Henri de Toulouse-Lautrec. La causa di Rybolovlev è sempre contro Sotheby’s ma passa per via di Bouvier. Infatti, l’imprenditore russo, sostiene che era difficile recuperare il prezzo pagato sull’opera a causa del suo valore gonfiato. Rybolovlev ha anche affermato nella denuncia modificata di non essere stato pagato i 9,5 milioni di dollari che la casa d’aste gli doveva per la vendita. Sotheby’s sta contestando il reclamo.

LA STORIA – Il Salvador Mundi è stato acquistato nel 2005 da un consorzio di mercanti d’arte speculativi per meno di 10mila dollari. Nel 2013, dopo un restauro e la dichiarazione ufficiale come opera di Leonardo da Vinci, Bouvier ha comprato l’opera per 80 milioni e subito dopo ha rivenduto il quadro a Rybolovlev per 127,5 milioni di dollari. Nel 2017 l’uomo d’affari russo ha ulteriormente venduto l’opera per 450 milioni di dollari ad un acquirente segreto che si ritiene essere il  principe ereditario dell’Arabia Saudita Mohammed bin Salman. Nonostante la rivendita, continua a sostenere che Bouvier lo ha frodato, cosa che ovviamente quest’ultimo nega.

Un portavoce di Dmitry Rybolovlev, che si è rifiutato di rispondere alle domande della CNN –  ha dichiarato: “Queste questioni vengono combattute nei tribunali in cui ci aspettiamo di dimostrare cosa è successo e che la storia fantasiosa di Bouvier è falsa. Per ora, ciò che è più degno di nota è ciò che Bouvier non contesta: come consulente d’arte, ha finto di aiutare i suoi clienti ad assemblare una collezione d’arte al costo di $ 2 miliardi mentre raccoglieva segretamente la metà di quel prezzo per se stesso“.
Dall’altro lato Bouvier sostiene di essere sempre stato un “consigliere d’arte”. “Sono un mercante d’arte“, ha detto alla CNN. “I contratti preparati dagli avvocati di Rybolovlev e tutte le mie fatture mi descrivevano esplicitamente come ‘il venditore’. Rybolovlev non è mai riuscito a convincere un singolo giudice o pubblico ministero del contrario, in nessuna giurisdizione, per il semplice motivo che le sue accuse non corrispondono alla realtà dei nostri rapporti contrattuali“.

LE DISPUTE PERSONALI E GEOPOLITICHE – Ad aprile un documentario francese dal titolo “The Savior for Sale, il cui registra non è noto, ha raccontato di come il dipinto è stato al centro di uno scontro diplomatico tra Parigi e Riyadh, tra i dubbi sulla sua autenticità e la richiesta della casa reale dell’Arabia Saudita di mostrarlo a Louvre. Il principe ha fatto richiesta al museo di Louvre di esporre il quadro accanto alla Mona Lisa per consolidare il suo posto come autentica opera di Leonardo. Il governo francese alla fine ha deciso di non esporre il dipinto alle condizioni dei sauditi, ma anche con il dipinto fuori dagli occhi del pubblico, gli storici dell’arte ed esperti hanno continuato a discutere se il “Salvator Mundi” sia un Leonardo autografo o se abbia semplicemente contribuito a un dipinto che è stato eseguito prevalentemente dalla sua bottega. La differenza potrebbe incidere sul suo valore di centinaia di milioni di dollari, visto che nel mondo ci sono meno di 20 dipinti di Leonardo autenticati.

 “The Savior for Sale” racconta i segreti sconosciuti del mondo d’arte e parla dell’influenza che un dipinto può esercitare sugli interessi sia personali ma anche geopolitici. Il Salvator Mundi infatti ha messo a dura prova i legami personali tra “il venditore” svizzero e “l’acquirente” russo e i legami politici tra la Francia e l’Arabia Saudita. Il documentario ruota principalmente sulla domanda: il Salvator Mundi è davvero opera del genio italiano, o è una delle più grandi truffe della storia dell’arte?
DOV’E’ IL SALVATOR MUNDI? – Le cause legali stanno proseguendo, molto probabilmente non si arriverà mai ad una risposta finale alla domanda se il capolavoro è o non è di Leonardo da Vinci. Ma un ulteriore domanda sta iniziando a circolare nel mondo dell’arte? Oggi dov’è il Salvator Mundi?
Bouvier dubita dei recenti rapporti secondo cui si trova sullo yacht del principe bin Salman, come è stato affermato nel 2019. “Mettere un dipinto come questo su uno yacht, con l’aria di mare e l’evaporazione sarebbe del tutto stupido. Non posso credere che l’acquirente metterebbe questo dipinto in un ambiente del genere“, ha detto Bouvier.È su una tavola di legno, che può deformarsi in un attimo“, ha detto, riferendosi al pannello di noce su cui è stata dipinta l’opera d’arte.
Antoine Vitkine, un giornalista francese ha detto che forse un giorno sarà esposto al “Louvre Abu Dhabi“.  Nel frattempo, Lewis pensa che potrebbe essere in un palazzo in Arabia Saudita, pronto per essere svelato, forse prima della fine di quest’anno, come parte della spinta del regno arabo per diventare un centro per le arti e la cultura. “La cosa importante del mercato dell’arte è che dietro gli oggetti più belli spesso si nascondono i motivi più brutti“, ha detto. “Salvator Mundi’ significa ‘Salvatore del mondo.’ E in un certo senso, il dipinto ora non è tanto il Salvatore del mondo, quanto il Salvatore dell’Arabia Saudita“.

Laureata in relazioni internazionali e politica globale al The American University of Rome nel 2018 con un master in Sistemi e tecnologie Elettroniche per la sicurezza la difesa e l'intelligence all'Università degli studi di roma "Tor Vergata". Appassionata di politica internazionale e tecnologia