Matteo Salvini compie l’ennesima giravolta sul Coronavirus e sulle misure da prendere per fermare la curva epidemiologica in Italia. Il leader della Lega in collegamento questa mattina con Radio Anch’io, su Rai Radio 1, ha sottolineato sul tema di un eventuale nuovo lockdown generalizzato che “se ci sono le necessità di farlo, è giusto farlo. Non puoi però chiudere il sabato le palestre e la domenica i teatri, i bar fino alle 18. Io mi auguro che non ci sia, evidentemente, ma siccome la vita viene prima di tutto e la salute viene prima di tutto, se ci sono scelte razionali si fanno”.

Per l’ex ministro dell’Interno quindi “nessuno ha la bacchetta magica, la prima chiusura è stata la prima volta nella storia e tutti navigavamo a vista a febbraio, ma a fine ottobre qualcuno avrebbe dovuto imparare la lezione”. Quanto alla sua ‘ricetta’ per fermare il contagio, Salvini propone “tamponi a domicilio, cure a domicilio, il 75% delle persone che corre in ospedale terrorizzata potrebbe essere curata a casa e poi ci sono i trasporti pubblici”.

Parole, quelle di Salvini, che proseguono nella lunga scia dei continui cambi di idea del leader del Carroccio. La posizione espressa oggi infatti è l’esatto opposto di quanto ribadito per mesi, in cui il ‘Capitano’ un giorno sì e l’altro pure accusava il governo in merito alle chiusure al grido di “Aprire tutto!”.

Soltanto il 16 ottobre scorso Salvini si diceva fortemente contrario all’ipotesi di chiusure: “Spero che nessuno pensi di richiudere tutto quanto, perché per l’Italia sarebbe un disastro non solo economico ma anche culturale e sociale”, dichiarava il leader leghista, definendo l’ipotesi di lockdown a Natale “un crimine nei confronti del popolo italiano”.