Potrebbe arrivare una svolta nel caso di Saman Abbas, la ragazza pachistana residente a Novellara, di cui non si hanno più notizie dallo scorso maggio. 

La Procura di Reggio Emilia ha affidato ai Ris di Parma l’analisi di un frammento osseo, presumibilmente di un cranio umano, che potrebbe appartenere alla diciottenne. A darne notizia è l’edizione locale de Il Resto del Carlino.

Il caso della giovane ha scosso l’Italia nei mesi scorsi: sarebbe stata uccisa per aver rifiutato un matrimonio combinato con un cugino, più vecchio di una decina d’anni e che non condivideva il suo stile di vita ‘occidentale’.

Il ritrovamento

Il frammento osseo è stato rinvenuto lo scorso 3 novembre dai Carabinieri, nell’area del Lido Po di Boretto. La sostituto procuratore Laura Galli, pm titolare dell’inchiesta, ha ordinato l’esame specialistico ai Ris per estrarre il profilo biologico del Dna e capire se possa essere comparabile a quello della giovane

Si procede con molta cautela, ma una pista porta proprio alla zona del ritrovamento. Secondo quanto riportato dal quotidiano, le ricerche del cadavere della diciottenne si sono concentrate nei paesi sulla riviera del Po dopo le dichiarazioni del fratello minorenne di Saman.

Il ragazzo aveva raccontato al gip, durante l’incidente probatorio in audizione protetta, di aver ascoltato, alcune ore prima della scomparsa della sorella, la conversazione di un cugino in una riunione di famiglia. Parlava di “farla in piccoli pezzi” e di “buttarla” a “Guastalla” dove “c’è un fiume”

Le verifiche sullo zio di Saman

I Ris analizzeranno inoltre anche alcuni abiti di Danish Hasnain, lo zio 33enne di Saman che è ritenuto l’esecutore materiale del delitto. Arrestato in Francia il 22 settembre scorso, al momento l’uomo è in carcere a Parigi e si è opposto all’estradizione, di cui si discuterà di nuovo il 5 gennaio. I vestiti sono stati trovati e sequestrati lo scorso 6 novembre nel casolare a Novellara, dove tutta la famiglia Abbas lavorava come braccianti e custodi di un’azienda agricola. 

Sono cinque gli indagati accusati in concorso di omicidio premeditato, sequestro di persona e occultamento di cadavere per il caso di Saman.

Oltre allo zio, anche il cugino 29enne Ikram Ijaz è in carcere, ma in Italia. Latitanti l’altro cugino 34enne Nomanhulaq Nomanhulaq e i genitori Shabbar e Nazia Shaheen, fuggiti in Pakistan il primo maggio scorso, sui quali pende una richiesta di estradizione. 

Roberta Davi