Sara Pedri è scomparsa da inizio marzo. Nessuna traccia. Ginecologa, 31 anni, originaria di Forlì, nessun messaggio. La sua automobile è stata ritrovata vicino a un ponte, a una quartina di chilometri da Trento. Prima della scomparsa si era dimessa dal lavoro, che l’aveva stressata fino a complicarle la vita. Sul caso indaga il pm di Trento Licia Scagliarini. Non si esclude nessuna pista. Non si ipotizza nessun reato.

Pedri era arrivata lo scorso novembre all’Ospedale Santa Chiara di Trento, anche se la sua destinazione doveva essere la vicina Cles. La sua automobile è stata ritrovata vicino al ponte di Mostizzolo, che domina un canyon attraversato dal torrente Noce.

Il fidanzato, Guglielmo, commerciante di Cosenza, ha raccontato al Corriere della Sera di aver sentito la compagna la sera prima di quel 4 marzo: “Come ogni giorno, prima di andare a letto, le ho telefonato. Mi disse che si era dimessa dall’ospedale e che si sentiva sollevata da un peso. Era da un po’ che aveva questo peso, un forte stress dovuto al lavoro. Stava vivendo un periodo molto difficile ed era strano per lei, sempre così piena di vita, sempre a tremila”. L’ultimo messaggio per lei: “Ti amo”. Mai letto.

Stessa versione, sulle dimissioni dal posto di lavoro, è stata fornita dalla sorella di Sara. “Le avevo consigliato io di farlo perché l’avevo vista molto deperita l’ultima settimana di febbraio, quando era tornata a casa dopo tre mesi e mezzo di Trento. Aveva perso sei chili, il viso scarno, tremava, non mangiava, aveva l’orticaria. Non la riconoscevo più”. Pare fosse terrorizzata dall’andare in Ginecologia a Trento. Grazie a un certificato medico che aveva provato lo stress da lavoro Sara era stata trasferita a Cles, dove aveva preso servizio tre giorni prima di sparire. “Per lei il trasferimento è stato una sconfitta”, dice ancora la sorella.

Proseguono intanto le ricerche a opera degli uomini del Soccorso Alpino, dei Vigili del Fuoco e dei Carabinieri. Si cerca nel bosco dove si sono perse le tracce. All’interno dell’abitacolo è stato trovato il telefonino della ragazza. Al centro delle attenzioni proprio il reparto di Ginecologia, nel quale i sindacati hanno contato 11 dimissioni nell’arco di due anni per “mobbing e demansionamento”. L’azienda sanitaria ha aperto un’indagine interna.

Giornalista. Ha studiato Scienze della Comunicazione. Specializzazione in editoria. Scrive principalmente di cronaca, spettacoli e sport occasionalmente. Appassionato di televisione e teatro.