Quasi completamente demolita la Vela Verde di Scampia, uno dei simboli del degrado e della criminalità organizzata a Napoli Nord, diventato simbolo anche di Gomorra. Resta un ultimo pezzo dell’edificio che verrà abbattuto definitivamente nel giro di una settimana, dopodiché si procederà alla frantumazione del materiale di risulta. Urla da stadio hanno accolto l’azione della gru superlong 980 demolition. Al posto dell’edificio ci sarà un polo universitario.

La gru aveva cominciato il suo lavoro lo scorso 20 febbraio. L’abbattimento era stato interrotto a causa dell’emergenza coronavirus che aveva bloccato anche i cantieri. La Vela era alta 45 metri, lunga 70 e larga 26. Tra il 1998 e il 2003 vennero abbattute tre delle 7 vele progettate dall’architetto Franz Di Salvo. Come previsto dal progetto Restart Scampia finanziato dal Bando Periferie vinto dal progetto per Scampia, realizzato dal Comune di Napoli, dal comitato Vele e dall’Università Federico II, l’unica vela a rimanere in piedi, quella Blu, diventerà una sede degli uffici della Città Metropolitana.

“È un evento storico perché rappresenta l’abbattimento di un mostro non solo dal punto di vista strutturale, ma anche ideologico”, ha detto all’Adnkronos il presidente dell’Ottava Municipalità di Napoli, Apostolos Paipais, che oggi ha visitato il cantiere e parla di “vittoria del territorio, dei cittadini e del Comitato Vele che per 30 anni ha lottato per questo”. A Scampia è in via di ultimazione la realizzazione della nuova sede della Facoltà di Scienze infermieristiche. Sul procedimento dei lavori Paipais ha detto che nei prossimi giorni chiederà “in via ufficiale un tavolo per conoscere in maniera precisa il cronoprogramma per la chiusura definitiva dei lavori. Poi ho già chiesto un incontro al ministro Manfredi perché è importante che ci sia un’interazione forte con la Municipalità e il Comune”.