Brume parigine, tecnica sovietica. È l’avvocato del performer russo, molto più del performer russo, il personaggio interessante dello scandalo francese che ha mandato all’aria la candidatura del macronianissimo Benjamin Griveaux a sindaco di Parigi. Si chiama Juan Branco. Ha 30 anni. È stato avvocato di Julian Assange. Ha lavorato in vari gabinetti ministeriali. È stato candidato senza successo di Francia Insumisa, sinistra populista. Ora sta con i Jilet jeaunes. Viene dalle stesse ottime scuole, vivaio dell’aristocrazia repubblicana francese, da cui viene il presidente francese Emmanuel Macron ed odia profondamente Emmanuel Macron. È autore di un pamphlet di successo (150 mila copie vendute) sulle malefatte del macronismo. Un capitolo del libro è dedicato a Griveaux.

La storia dello scandaletto che ha cambiato a trenta giorni dal voto la campagna per governare Parigi è nota. Il sito Porno Politique ha pubblicato un video privato di Benjamin Griveaux, stretto collaboratore di Macron e candidato sindaco, da lui inviato due anni fa a Alexandra de Taddeo, studentessa ventinovenne che con Griveaux ebbe una relazione lampo nel maggio del 2018 quando Griveaux – sposato, tre figli, con tutto il packaging perfettino del trentenne conservatore e di potere a Parigi – era portavoce del governo Macron. L’immediata rinuncia di Griveaux ha tolto ogni dubbio sulla autenticità del video. La questione della non escludibile manomissione delle immagini è più complicata, ma interessa meno perché intanto la candidatura è saltata. Alexandra de Taddeo è attualmente la fidanzata di Piotr Pavlensky, autore dell’invio del video a Porno Politique.

Pavlensky sembra essere personaggio più spostato che controverso. Ha 35 anni, si muove a scatti. Sgrana sempre gli occhi quando parla, in ogni dichiarazione pubblica fa la parte del nichilista allucinato votato a scandalizzare con performance ad effetto. S’è crocifisso lo scroto a Mosca sulla Piazza Rossa, s’è mutilato un orecchio, s’è avvolto nudo nel filo spinato, ha incendiato la porta della Banca di Francia in piazza della Bastiglia (ed è stato condannato a 11 mesi di prigione per questo). In Francia risiede da rifugiato. Ha ottenuto rapidamente l’asilo politico nel 2017 dopo esser fuggito dalla Russia con accuse di violenza. Il 15 febbraio, subito dopo la pubblicazione del video, è stato in arresto due giorni insieme alla fidanzata. Rilasciati entrambi il 17 in libertà condizionata con divieto di comunicare tra loro e imputati per attentato alla vita privata e diffusione di immagini a carattere sessuale senza il consenso delle persone coinvolte. Pavlensky si dice «sorpreso» di essere in libertà vigliata. Dice di non aver nessuna intenzione di andarsene, di sentirsi parigino e di voler partecipare alla politica francese.

Incontra i giornalisti nello studio privato di Juan Branco, il suo avvocato fino al giorno del suo arresto, che l’altro giorno gli ha messo a disposizione gli eleganti saloni della “Branco & Associati”, il suo appoggio e anche i suoi due bellissimi gatti per fare coreografia. È stato Branco, secondo quanto racconta Branco e Pavlensky conferma, a consigliarlo prima della pubblicazione del video. E, secondo il racconto di entrambi, è stato sempre lui a introdurlo a Parigi. Dice di averlo fatto perché il performer russo gli sembrava in difficoltà con la socializzazione. Di averlo incontrato insieme alla fidanzata nel novembre scorso a Lisbona durante i preparativi di una conferenza internazionale sulle tecnologie. E di esserlo andato ad ascoltare a dicembre alla Sorbona dove teneva un discorso. «L’ho invitato a una festa di Capodanno perché mi sembrava un po’ isolato» dice Branco. Festa finita male.

Pavlensky avrebbe accoltellato vari invitati. È stato denunciato per aggressione. Il suo ospite non l’ha presa male. Informato da Pavlensky e Taddeo su «una grande azione quasi pronta» i primi di febbraio ha incontrato i due per vedere il video. Dice di aver spiegato loro le possibili ricadute e anche di averli avvisati che in Francia in genere la vita privata dei politici in genere non appassiona molto.  Poi i racconti si confondono. Pavlensky assicura che la sua fidanzata non c’entra nulla, che anzi il video gliel’ha rubato lui dal computer di nascosto. Poi però dice anche di aver preparato la «grand’azione» insieme a lei. Che il video se l’è tenuto in memoria per due anni. Insieme forse a qualcos’altro, vista la fuga fulminea di Griveaux dalla vita pubblica.