Alessandro Orsini ancora una volta al centro delle polemiche. Il professore di Sociologia del terrorismo internazionale dell’Università Luiss di Roma, noto per le sue posizioni “non ostili” al Cremlino nella guerra scatenata oltre un mese fa in Ucraina, dallo studio televisivo di ‘Cartabianca’ su Rai3 è stato protagonista di un pesante scambio di battute con Vittorio Emanuele Parsi.

Orsini e Parsi, quest’ultimo professore di Relazioni internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, si stavano confrontando ovviamente sulla guerra in Ucraina.

Mentre Parsi sembra orientato a interrompere il collegamento, dallo studio interviene Orsini: “Non hai detto nulla, hai fatto una figuraccia. Hai fatto un intervento da saccente, non hai nulla da dire“. “Volevo evitare proprio questo, volevo evitare di fare da cassa di risonanza a questa buffonate“, dice Parsi prima di interrompere effettivamente il collegamento da casa.

Parsi si era già scontrato con la ‘padrona di casa’, la giornalista e conduttrice Bianca Berlinguer, per il modo in cui era stato portato avanti il dibattito, a cui partecipava anche la firma del Fatto Quotidiano Andrea Scanzi (giornale che da poco vede tra i collaboratori anche Orsini).

Poco prima del diverbio con Orsini, Parsi si era rivolto proprio a Berlinguer che aveva provato a riassumere ed interpretare il suo pensiero, l’aveva “corretta” spiegandole che la Turchia avesse inviato armi in Ucraina, in particolare droni anti-carro, contrariamente da quanto lei ha affermato. “Avevamo preso un accordo – aveva sottolineato Parsi – che avremmo parlato di fatti, e non è stato rispettato. Per questo, con molta simpatia, io la saluto cordialmente”. Da lì poi lo scontro con Orsini e l’interruzione del collegamento.

Le polemiche sul compenso e la querela

Orsini che nei giorni scorsi è stato al centro di una feroce polemica per il contratto siglato con la Rai e Cartabianca per essere ospite a pagamento della trasmissione, sei puntate per un costo complessivo per la tv di Stato di circa 12mila euro.

Accordo saltato dopo una campagna social da parte anche della politica, e del Partito Democratico in particolare, che si è schierato contro la scelta della tv pubblica di ospitare e pagare un esperto dalle posizioni ‘non allineate’. La Rai, travolta dalle polemiche, aveva quindi fatto marcia indietro, spingendo lo stesso Orsini ad annunciare la sua partecipazione gratuita alla trasmissione.

Orsini che era stato definito dal parlamentare Dem Andrea Romano “pifferaio della propaganda di Putin” e che per questo, l’ha annunciato lo stesso professore della Luiss martedì, sarà querelato dal docente di Sociologia del terrorismo internazionale.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia