Non accenna a placarsi lo scontro tra il presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci e il governo, in particolare il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, sull’ordinanza firmata domenica che prevede a partire da oggi il ricollocamento in altre strutture fuori dalla regione di “tutti migranti presenti negli hotspot e in ogni centro i accoglienza”.

Se il Viminale ha fatto sapere infatti che la competenza è statale, per Musumeci Roma non fa nulla per risolvere l’emergenza. “Invece di rispondere con atti concreti – ha spiegato il presidente della Regione in conferenza stampa -, il governo centrale trova la soluzione: creiamo campi di concentramento, che chiamano tendopoli in un deposito militare a Vizzini, abbandonato da anni. Ci troviamo con tende che ricordano luoghi e scene da dimenticare assolutamente”.

Con l’ordinanza per chiudere gli hot-spot e allontanare i loro ospiti “ci stiamo occupando di materia sanitaria, non migranti”, che sono “sono esseri umani, e quella promiscuità disarmante è davvero un delitto”, prosegue Musumeci. E a proposito del Viminale e della rivendicazione delle competenze, Musumeci accusa: “Esercitatele e diteci se è vostra anche la competenza sanitaria. Se è vostra, allora siete fuorilegge”. Il presidente siciliano ha ricordato quindi di aver chiesto più volte al governo “di destinare le navi alla quarantena dei migranti, almeno quelli trovati positivi, al posto di lasciarli negli hot-spot”, ponendo all’attenzione dell’esecutivo “la grave situazione sanitaria dell’hot-spot di Messina, invitando il governo ad intervenire: nulla di tutto questo è avvenuto”.

Da Musumeci quindi una ‘minaccia’: “Aspetteremo fino a mezzanotte. Se i soggetti chiamati a dare attuazione non dovessero farlo a noi rimane solo una strada: rivolgerci alla magistratura perché ci troveremo di fronte a una palese omissione. Se il governo dovesse impugnare ordinanza, faremo valere le nostre ragioni. Se invece ci viene incontro, può chiederci alcuni giorni per ricollocare i migranti e mettere i sigilli in tutti i centri di accoglienza. Se non lo farà lo faremo noi”.