“Se mi denuncia fa bene”, dice Roberto Di Blasio, l’uomo che ieri ha aggredito al Circo Massimo a Roma la giornalista di Domani ed opinionista tv Selvaggia Lucarelli. Il video dell’aggressione – una testa al telefonino con il quale Lucarelli stava riprendendo la manifestazione No Vax e No Green Pass – è diventato virale. Parte di un video più lungo di una ventina di minuti, pubblicato dalla testata, che è un continuo di insulti e aggressioni alla giornalista. Lucarelli alla manifestazione si era recata in incognito, coperta da mascherina e occhiali da sole. Non è stata riconosciuta.

Al Circo Massimo ieri si erano radunate circa quattromila persone in piazza per manifestare contro i vaccini, la cosiddetta “dittatura sanitaria” e il Green Pass, la certificazione verde per accedere a luoghi pubblici e posti di lavoro che viene rilasciata dopo la somministrazione del siero anti-covid, dopo un tampone dal risultato negativo e dopo la guarigione dal covid-19. Di Blasio è maestro federale di pugilato, 60enne di Manziana, comune a nord di Roma che gestisce la palestra che ha fondato nel 2009, la Olimpic Romans Boxe. Si è impegnato in passato anche in politica in prima persona nel comune laziale e ha gestito un’impresa edile e un negozio di abbigliamento.

Insieme con altri manifestanti aveva creato un capannello attorno alla giornalista. “Non me ne frega un c***o, e allora te ne vai, allora te ne vai”, aveva detto il 60enne prima di partire con la testata. Lucarelli ha subito denunciato, prima tramite i social. Sarebbe quindi in procinto di passare alle vie legali. “Quello è stato un raptus, mica uno parte da casa per andà a menà la gente”, si è detto pentito l’uomo all’indomani.

Se l’avessi riconosciuta me ne sarei andato, perché non accetto provocazioni. È stato un lapsus (ma intende ‘raptus’, ndr), sono dispiaciuto, non è nella mia indole. A sessant’anni che mi metto a fare…  Se avessi la possibilità di incontrarla le chiederei scusa”. Di Blasio ha anche raccontato di essere stato “uno dei primi a essere ricoverato. Non sono un no vax, va bene il vaccino, va bene il Green Pass” ma “prendo gli anticoagulanti, ho paura”. A causa del coronavirus Di Blasio è stato ricoverato 12 giorni. Non nega il coronavirus ma è contrario soprattutto ai prezzi sul Green Pass.

Avrebbe tuttavia già partecipato in passato a diversi eventi di protesta e nel marzo del 2020 aveva violato la quarantena per andare a fare la spesa. A diffondere il virus sarebbero per lui i vaccinati: “Quelli vaccinati si sentono protetti, ma si devono fare il tampone. Invece vanno al cinema, alla movida. Io il sabato sera sto tranquillo a casa. Invece sabato sono andato al Circo Massimo. Ho visto gente di Forza Nuova, e mi sono detto: qui ci scappano le botte. Poi ho sentito “giornalista terrorista” (detto a Selvaggia Lucarelli, ndr) e mi sono fermato a vedere con chi ce l’avevano”. A far scattare il raptus dell’uomo il fatto che Lucarelli stesse riprendendo tutto con lo smartphone. “Volevo dare una manata e invece ho dato una capocciata. Adesso mi rendo conto che potevo farle male”.

Lucarelli ha denunciato anche l’assenza nella piazza delle forze dell’ordine. E oggi ha pubblicato su Twitter nome e cognome di De Blasio indicando che insegna pugilato nella sua palestra e l’episodio della violazione della quarantena. Una scelta che in molti hanno criticato: perché, dopo il racconto in video, un documento di valore giornalistico e non solo personale, pubblicare anche le generalità dell’uomo e l’indirizzo della sua attività? Sulle chat dei No Vax e No Green Pass succede lo stesso (come nel caso di Beppe Sala, sindaco di Milano, e di Vincenzo De Luca, Presidente della Campania) con i loro obiettivi, hanno fatto notare in molti, anche nei commenti allo stesso post della giornalista.

 

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.