L’udienza della sezione feriale della Cassazione, presieduta dall’ormai famosissimo presidente Antonio Esposito, che il primo agosto del 2013 condannò Berlusconi a quattro anni di prigione per frode fiscale, fu una udienza illegale. E su questo c’è poco da discutere: ci sono le carte, delle quali ora vi parlerò (e che in parte riproduciamo fotograficamente su questa pagina) che parlano in modo chiarissimo e non smentibile. La domanda che ora dovremo farci è questa: fu un errore involontario (e gravissimo) della Cassazione, la convocazione illegale di quella udienza, o fu un errore voluto, cioè doloso, cioè frutto di un disegno?

A questa domanda io non so rispondere. Mi auguro che lo faranno al più presto le autorità competenti, come si dice in questi casi. Perché la domanda che faccio è drammatica e riguarda la legalità, da una parte, e la storia della Repubblica dall’altra. Quella condanna – l’unica ricevuta nella sua vita da Berlusconi dopo circa 70 procedimenti giudiziari – cambiò la storia del nostro paese, cambiò i rapporti tra destra e sinistra, consegnò a Salvini le chiavi della destra che fino a quel momento erano state nelle mani dei moderati, favorì l’avanzata travolgente del movimento di Grillo.

Quello che posso fare io, ora, è provare ad illustrarvi i fatti nel modo più semplice possibile.

Premessa: Berlusconi viene giudicato dalla sezione feriale della Cassazione, presieduta da Antonio Esposito, il 31 luglio del 2013. Molti giuristi sostengono che la scelta di questa sezione lo danneggiò, perché non era una sezione specializzata. Recentemente questo giornale ha pubblicato una dichiarazione di uno dei giudici che parteciparono alla sentenza, e più precisamente il relatore – il dottor Amedeo Franco – il quale sosteneva che quella sezione fu scelta perché si sapeva che era “un plotone di esecuzione”. Testuale: “un plotone di esecuzione”, detto da uno dei magistrati che giudicarono. La decisione di affidare l’udienza e la sentenza alla feriale di Esposito, secondo chi difende questa scelta, avvenne perché la prescrizione scadeva il 1 agosto. Marco Travaglio ha scritto questa cosa decine di volte sul suo giornale, anche con toni un pochino saputelli, come qualche volta gli capita. Noi invece, che avevamo dato un occhio ai documenti, sostenevamo che la prescrizione per una parte del reato sarebbe scattata solo a settembre, e per l’altra metà, addirittura, a settembre dell’anno successivo. E quindi che non c’era nessun bisogno di ricorrere alla sezione feriale.

Ora però aggiungiamo un particolare più grave, che non conoscevamo. I difensori di Berlusconi vengono avvertiti il 10 luglio della convocazione dell’udienza. In teoria la difesa avrebbe diritto a 30 giorni di tempo, dal momento della convocazione, per prepararsi. Quindi l’udienza si sarebbe dovuta tenere non prima del 10 agosto, e comunque non sarebbe toccata alla feriale di Esposito, e ragionevolmente si sarebbe potuta svolgere a settembre ed essere affidata alla sezione specializzata. C’è, in termini di legge, la possibilità di ridurre i termini (e dunque i diritti) della difesa (cioè i 30 giorni per preparasi), solo se rispettare quei termini farebbe scattare la prescrizione. Dice Travaglio (e dicono i suoi): ho le carte (e le pubblica anche sul Fatto) la prescrizione scattava il 1 agosto. Beh, le carte di Travaglio sono sbagliate. Perché il 5 luglio, e cioè cinque giorni prima che scatti la convocazione di Berlusconi, la seconda sezione penale della Corte d’Appello di Milano trasmette alla Cancelleria centrale penale della Cassazione una comunicazione urgente. Ricopio qui il testo, senza cambiare una virgola: “Facendo seguito agli atti già trasmessi, inoltro per le determinazioni di Vostra competenza ai fini della fissazione dell’udienza il prospetto aggiornato del calcolo della prescrizione… in rettifica di quello già inviato”. Firmato, il Presidente di sezione dott. Flavio Lapertosa. E qual è questo termine della prescrizione? 14 settembre 2013 per la prima parte del processo, 14 settembre 2014 per la seconda parte. Capito? Questa lettera è del 5 luglio. Quindi il 10 luglio, quando viene convocato Berlusconi con la riduzione a 20 giorni dei termini di difesa, la Cassazione sapeva che non sarebbe scattata la prescrizione. Dunque commette una gravissima irregolarità. E’ molto probabile che questa irregolarità, e questa violazione dei diritti della difesa, sia stata determinante nella condanna di Berlusconi, nella sua destinazione ai servizi sociali per un anno, nella sua espulsione dal Parlamento con le conseguenze politiche abbastanza conosciute e che hanno riguardato tutto il Paese.

Fu un errore? Fu una mascalzonata?

P.S. Quando io ho sostenuto, un paio di settimane fa, che la prescrizione sarebbe scattata solo a metà settembre, Marco Travaglio mi ha molto severamente bacchettato. Ha detto che non sapevo scrivere (cosa pare già acclarata attraverso una consulenza col giudice Esposito) e che non sapevo neanche leggere. Perché – diceva Marco – ci sono le carte che dimostrano che la prescrizione sarebbe scattata il 1 agosto. Vedi, Marco, la questione non è quella di saper leggere. E’ che se dai ascolto al primo magistratello che viene a offrirti una notizia o una consulenza, e non verifichi con accuratezza, poi scrivi le stupidaggini. Magari le scrivi anche benino, questo non si discute, ma sempre stupidaggini restano.

Giornalista professionista dal 1979, ha lavorato per quasi 30 anni all'Unità di cui è stato vicedirettore e poi condirettore. Direttore di Liberazione dal 2004 al 2009, poi di Calabria Ora dal 2010 al 2013, nel 2016 passa a Il Dubbio per poi approdare alla direzione de Il Riformista tornato in edicola il 29 ottobre 2019.